di Carlo Cerofolini
Riguardo al rinnovato allarmismo sulla sicurezza delle centrali atomiche dopo il recente incidente avvenuto nel sito nucleare di Marcoule in Francia, in una fonderia e quindi non legato a radiazioni, è bene evidenziare che le vittime dovute all’energia in genere dal 1989 al 2005 – considerando solo i 50 incidenti più gravi al mondo – sono state 12.000, mentre i decessi per il nucleare civile (radiazioni), in oltre 50 anni di attività, sono stati 65 e quasi tutti a causa dell’incidente di Chernobyl. A Fokushima poi, è bene ripetere, non c’è stata nessuna vittima per radiazioni, mentre i morti e dispersi in Giappone per il terremoto e soprattutto per il maremoto sono stati circa 30.000. E solo per il crollo di una diga le vittime sono state oltre mille. Inoltre, da un recente rapporto UE-OMS, con il carbone con cui si produce il 40% di elettricità nel mondo, risulta che si hanno 161 morti per 1000 GWh, mentre per il nucleare con cui nel mondo si produce il 15% di elettricità, c’è stato un solo morto. Riguardo poi alle scorie nucleari, sono solo un problema politico ed emotivo e non tecnico, e quindi, poiché l’attuale sistema di trattamento e confinamento è sicuro, non devono creare apprensione. In futuro con sistemi ad hoc sarà possibile trasformare quasi tutte le scorie nucleari di III categoria, che hanno tempi di decadimento di migliaia di anni, in quelle di II categoria che hanno invece tempi di decadimento al massimo di solo qualche centinaio di anni.

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