Ecco cosa succede ai pannelli fotovoltaici quando nevica tanto. Conseguenza? Tutti senza corrente. Ma in questi casi c’è mamma ENEL, cioè il contribuente italiano, che sopperisce con costi enormi perché deve fornire un servizio suppletivo anche se ha già pagato il fotovoltaico che, come di notte, in questi casi non funziona. E poi ci lamentiamo che abbiamo la bolletta più cara d’Europa. Le immaginifiche fonti da intemperie, alla fine, sono solo una palla al piede per le attività economiche e saranno ancora più penalizzanti per il recente aumento della tariffa A3 (il prelievo tariffario obbligatorio (cod. A3) a sostegno delle fonti rinnovabili di energia, presente dal 1991 in tutte le bollette dell’energia elettrica di tutti gli operatori elettrici
italiani) arrivata a gennaio 2012 a poco meno di 37 €/MWh ben lontana dal valore in vigore a gennaio 2009 di qualche centesimo sopra i 12 €/MWh. Per meglio intendere la natura perversa del ricorso alla fonte del fotovoltaico basta dire che nessun impianto tradizionale è stato dismesso a seguito dell’installazione di una caterva di tali impianti per un ammontare complessivo di 11’000 MWp di potenza di picco installata. Nel mese di Novembre di ciascun anno il sistema elettrico italiano è messo a dura prova specialmente dalle ore 19:00 alle ore 20:00 quanto il Paese chiede energia elettrica alla potenza di 56’000 MW; ed è proprio in tale frangente che il fotovoltaico denota la sua totale inutilità perché nemmeno 1 W di potenza sarà da esso fornito per ovvia mancanza dell’irraggiamento solare. Dati Enel danno per il fotovoltaico un fattore di carico del 6% il che è tutto dire.

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