Arquata Scrivia (AL) – Anche ad Arquata, dopo Casale, vogliono l’intervemto del ministro Balduzzi. Secondo il comitato No-Tav Terao Valico, anche il ministro della salute, Renato Balduzzi, deve interessarsi al problema dell’amianto. L’ipotesi dell’intervento ministeriale, condivisa dall’amministrazione comunale, è volta a suscitare la massima attenzione e la massima trasparenza sull’eventualità che ci sia amianto nella terra di scavo estratta per realizzare il terzo valico. Terra di scavo che potrebbe passare poi attraverso Arquata per raggiungere le cave di destinazione. L’amianto è stato uno dei temi della riunione che il comitato No Tav di Arquata ha tenuto giovedì sera. Intanto stanno nascendo o si stanno riorganizzando gruppi anche a Novi e a Voltaggio, ma si prostetta un solo coordinamento. Tra una settimana dovrebbe tenersi il primo osservatorio ambientale aperto ai soli consiglieri comunali, mentre ne sarà organizzato un secondo tra una quindicina di giorni cui potrà partecipare anche il pubblico. L’osservatorio ambientale, previsto negli accordi, è un tavolo tecnico cui partecipano, oltre agli amministratori (maggioranza e opposizione insieme), anche i tecnici di Cociv, il consorzio temporaneo di aziende che realizzerà la nuova linea ferroviaria Genova Milano. Ad Arquata, così come in Val Lemme e a Novi ci sarà un cantiere, che ospiterà un campo base, in cui troveranno alloggio gli operai. Tra le preoccupazioni c’è anche il rischio che durante i lavori di scavo del tunnel, le fonti dell’acquedotto che alimenta in parte il paese e che si trovano sotto il monte Zuccaro (in località Sottovalle), possano essere irrimediabilmente danneggiate.

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