Preoccupazione della minoranza per la sorte dei lavoratori.
Alessandria – Dopo tre anni di gestione pubblico-privata di Aristor, la controllata gestisce l’intero iter di produzione e distribuzione dei pasti delle le scuole comunali e delle case di riposo di Alessandria e Valenza, i bilanci sono sempre in rosso. Di un rosso pompeiano: 1,2 milioni nel 2009, 764 mila euro nel 2010, 288 mila nel 2011 ed è andato in fumo più di un terzo del capitale sociale. Il Comune di Alessandria ha il 15%, l’80% è ora della Compass che ha comprato le quote per 1,4 milioni di euro, e il 5% resta al Comune di Valenza. Per questo motivo la Giunta di Alessandria ha inserito nell’ordine del giorno del consiglio comunale di stasera, la proposta di concorrere, come obbligo di legge, a ripianare le perdite di esercizio per la sua parte: 438.734 euro e di non sottoscrivere la ricostituzione del capitale sociale, il che significa recedere di fatto dalla società. Anche perché non è consentito mettere risorse pubbliche in società private che per tre anni hanno chiuso bilanci in perdita. Stessa cosa farà Valenza, che si trova anche con un ulteriore vincolo: le nuove norme non consentono partecipazioni di questo genere a Comuni con meno di 30 mila abitanti. Resta il problema dei crediti vantati da Compass nei confronti del Comune di Alessandria che annullerebbero ilpossibile rimborso dovuto per il recesso.La minoranza ha già detto che bisogna salvare i posti di lavoro e gli attuali dipendenti, ed è seriamente preoccupata per il fatto che uscendo da Aristor verrà meno il controllo pubblico su Aristor che diventerebbe privata a tutti gli effetti.

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