
Ovada (AL) – La città di Ovada è stata condannata dal giudice a pagare 140.000 euro di risarcimento per la morte dei due giovani che durante un nubiiragiio sono annegati in auto su un guado dove erano potuti arrivare in quanto il Comune non aveva provveduto a piazzare cartelli e sbarramenti per impedire l’accesso. La famiglia di uno dei due giovani morti nella tragica circostanza ha anche chiesto le dimissioni del sindaco Andrea Oddone. Enzo Pronestì 20 anni e Peter De Roma 20 anni, figlio di un carabiniere, diplomato all’Itis Barletti, entrambi residenti ad Ovada, la sera del 30 novembre 2008 per raggiungere l’autogrill sull’A26, hanno tentato di attraversare il guado del Gnocchetto sullo Stura in piena, ma la furia delle acque li ha travolti e i due ragazzi sono morti annegati. La condanna a 8 mesi per omicidio colposo del sindaco Andrea Oddone è arrivata l’11 aprile scorso. Il sindaco è stato ritenuto colpevole in quanto non avrebbe fatto in modo che l’accesso al guado, che è di proprietà del Comune, date le particolari condizioni atmosferiche, fosse interdetto. Ora, pochi giorni dopo la pubblicazione della sentenza, si vedono le prime ricadute concrete del provvedimento di primo grado, con il pagamento delle provvisionali stabilite dal Tribunale di Alessandria ai parenti delle due vittime. A risarcire le famiglie sarà il Comune, per una somma di 140 mila euro, 20 mila per ciascuna delle parti civili: Salvatore Pronestì, Luigina Polimeni, Carmen Pronestì, Concetta Calautti e Giuseppe De Roma, Luigina Tumminello, Giulia De Roma.

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