Acqui Terme (AL) – È attesa la sentenza della Corte di Cassazione in merito alla vicenda legata alla mancata realizzazione del sistema integrato per lo smaltimento dei rifiuti che prevede la realizzazione di un biodigestore in regione Barbato alla periferia della città e una discarica a Gavonata nel Comune di Cassine. Si tratta di un progetto di dieci anni fa fortemente contestato dalle popolazioni interessate anche tramite manifestazioni che hanno impedito la realizzazione degli impianti. Ora il raggruppamento d’impresa guidato dalla Ferrero Attilio Costruzioni Spa che si era aggiudicato l’appalto, aveva chiesto in prima battuta ai 26 comuni dell’acquese un risarcimento di 4.307,169,60 euro per la mancata realizzazione degli impianti e per il mancato guadagno con la loro gestione. In appello i comuni avevano ottenuto un dimezzamento della cifra richiesta e ora si attende il pronunciamento della Cassazione. Se i comuni dell’acquese fossero condannati definitivamente si arriverebbe alla divisione delle spese da pagare: il 47,86% dovrebbe essere pagato da Acqui, il 7,4% da Cassine, il resto equamente suddiviso fra gli altri comuni aderenti al consorzio. Per Acqui Terme significherebbe dover sborsare circa un milione di euro.

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