Forti scricchiolii nella maggioranza che regge la città di Alessandria. Mercoledì, a meno di tre mesi dalla sua nomina, il presidente di Amag Marco Marzi si è dimesso. Ufficialmente la motivazione è di sopravvenuti impegni di lavoro anche se gli osservatori più attenti intravvedono in questa decisione un segnale politico.
Alessandria – La sindaca Rita Rossa in tour italico per lanciare Sos antidissesto non ha ancora avuto tempo di indicare il nuovo presidente di Amag dopo le dimissioni di Marco Marzi, di cui oggi in conferenza stampa l’amministratore delegato dell’azienda Gian Piero Borsi ha dato conferma, protocollate nella giornata di ieri, ufficialmente rassegnate per motivi di lavoro. Alla conferenza stampa Marzi era assente e per lui ha preso la parola proprio Borsi: “È stata una sorpresa per noi. Avevamo rilevato che ultimamente era meno presente, ma non ci saremmo aspettati che lasciasse. Mi auguro ci ripensi perché non ho alcun motivo di contrasto con lui”. Excusatio non petita accusatio manifesta, infatti fra Borsi e Marzi non è mai corso buon sangue e le liti, anche violente, fra i due in sede di Cda sono state quasi la norma. Nominato presidente ad agosto al posto di Antonello Zaccone, che aveva a sua volta ricoperto la carica di presidente al posto del defenestrato Lorenzo Repetto, Marco Marzi, comunista, è un uomo di Renzo Penna col quale ha lavorato quando Penna era assessore alla Provincia per il Pds. Marzi è anche vicino alle posizioni di Sel (Vendola) rappresentato in consiglio comunale da Claudio Lombardi. Il motivo principale dell’imbarazzo vissuto in questi mesi da Marzi in Amag è proprio la presenza nel Cda di Gian Piero Borsi, socialista, nominato da Rita Rossa (socialista anche lei) addirittura in veste di amministratore delegato. Dipendente e consulente con incarichi speciali per conto della Montedison-Solvay, Borsi ha curato per anni i rapporti con le amministrazioni comunali e provinciali, quelle che non sapevano non vedevano non sentivano. Non è mai andato a genio alla troika Marzi-Penna-Lombardi (Sel). Politicamente poi, Sel ultimamente ha assunto una linea diversa rispetto alla politica della giunta con particolare riferimento, fra le altre cose, all’aspetto urbanistico (ponte Meier e parcheggio sotterraneo). Marco Marzi se n’è andato senza dire il perché. Forse si tratta davvero di motivi politici di forte contrasto con Rita Rossa e con Gian Piero Borsi. Se così fosse l’ipotesi di uno strappo fra Sel e la Giunta mandrogna non sarebbe poi così remota e le dimissioni di Marzi ne sarebbero solo un prodromo.

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