Alessandria – Per il problema della sanità è la destra a scendere in piazza e si trascina dietro la sinistra. È una novità assoluta anche perché la destra ovadese contesta un assessore di destra come Paolo Monferino responsabile, secondo i dimostranti, del disastro perpetrato in Regione col taglio forsennato degli ospedali. I sedici Sindaci dell’ovadese, indossando la fascia tricolore “rovesciata” o “capovolta” in segno di protesta, chiamati ad un sit-in davanti all’ospedale. Centrosinistra e centrodestra uniti, assieme al volontariato e all’Osservatorio Attivo di padre Ugo Barani, in un’unica “massa d’urto” contro i vertici della Sanità regionale. L’annuncio della manifestazione è stato dato alla stampa dal capogruppo di Centrodestra per Ovada, Gianni Viano, che vede nero sulla Sanità ovadese. Per Ovada è previsto anche il trasferimento del reparto di eccellenza della Fisiatria e Riabilitazione Funzionale con il suo trasferimento a Tortona, e anche quello del laboratorio interno. Ad Acqui Terme nei giorni scorsi il sindaco Enrico Bertero ha avuto un incontro con il direttore generale dell’Asl Al Paolo Marforio per parlare del futuro del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale cittadino. Bertero ha ribadito quanto sia stato importante e determinante la conferma della classificazione dell’Ospedale di Acqui quale ospedale cardine. Se da un lato il punto nascite del Monsignor Galliano è salvo, anche se con una riduzione dei servizi offerti, rimane alta l’attenzione in merito all’accorpamento dei reparti di Cardiologia e Rianimazione a rischio di sei posti letto. Di questo argomento, molto probabilmente, se ne parlerà a breve durante una nuova riunione della Consulta per la Sanità.

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