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Dentro la notizia

CARO BABBO NATALE PORTA VIA GLI SCIOCCHI E PORTACI INTELLIGENZA, CULTURA E RAZIONALITÀ

18 Dicembre 2012 REDAZIONE Dentro la notizia, RUBRICHE 36

Caro Babbo Natale, da bambino diligente, anche se un po’ troppo cresciuto fino ad avere la barba bianca, come tutti gli anni ti invio la mia letterina. Affinché tu possa distinguerla tra le milioni che ricevi, ti do alcune indicazioni. Vivo in una città del nord Italia un tempo seconda località industriale del Piemonte producendo di tutto, dall’argento alle automobili. Da anni non produce più nulla, nemmeno gli alessandrini poiché perde popolazione e solo il 16% dei residenti è di origine locale. Nonostante tutto è una città tranquilla anche se chi è afflitto da timori da donnetta dice il contrario. Si può girare in ogni dove, di giorno o di notte, senza che capiti qualcosa di pericoloso a meno che si vada a cercarselo. È anche una città socialmente libera per antica tradizione che si è mantenuta. Un tempo avevamo fabbriche che occupavano migliaia di donne e ciò dava loro una libertà in altri luoghi insperata poiché non c’è libertà senza indipendenza economica. Il lavoro, questo è il vero problema dell’Alessandria di oggi, ma temo che in futuro le donne possano perdere questa loro storica libertà se non si interverrà nel modo più opportuno. In Italia, e quindi anche in Alessandria, in questi bizzarri tempi, sta avvenendo una cosa buffa: mentre le coppie eterosessuali in numero sempre maggiore convivono serenamente e fanno figli, e le madri danno la pillola alle figlie appena si sviluppano, gli unici che insistono per sposarsi secondo le tradizioni con abito bianco, confetti  ed affini, sono gli omosessuali peraltro liberissimi di convivere come meglio credono. A questo punto caro Babbo Natale tu mi dirai: “Ma che paese libero, che città emancipata, sembra di essere in Svezia!” Purtroppo non è così. L’Italia ha confuso la libertà sessuale, che è un’ottima ed irrinunciabile conquista, con l’emancipazione e la libertà tout court. Gli italiani, al di là delle apparenze, sono dei sempliciotti come il Calandrino del Decamerone: credono nelle favole e sono sempre pronti a seguire il primo furbastro pifferaio come i topi ed i bambini di Hamelim. L’ultimo che si è esibito portando l’intera Italia alla rovina, mentre personalmente si arricchiva a dismisura, ha convinto l’intero paese che si potesse vivere all’infinito spendendo più di quanto si guadagnava cancellando i debiti  con giochetti contabili e facendo quadrare i bilanci inventando i dati. Altri suoi seguaci, seppure di opposizione, pensavano si potessero sostituire le acciaierie con porticcioli turistici per ricchi, come hanno fatto a Genova e le raffinerie con speculazione edilizia, come fatto a Napoli e come si è cercato di fare in Alessandria, senza riuscirci, con lo zuccherificio. Naturalmente in base alla stessa filosofia si è considerata la ricerca in generale uno spreco e quella tecnico-scientifica una perdita di tempo. Risultato: le nostre fabbriche di auto hanno chiuso una dopo l’altra, i cantieri navali sono in coma, le costruzioni aeronautiche un ricordo del passato e l’industria chimica vivacchia mentre la media borghesia, spina dorsale di una nazione moderna, è in estinzione. Uniche categorie ad essere strapagate nel paese dei balocchi sono i giocatori di calcio, le puttane di lusso ed i politici. Con una differenza: per le due prime attività occorre una buona professionalità ed un certo fisico, mentre per la terza qualsiasi mostro analfabeta è in grado di farlo. Ora tutto sta scricchiolando perché il pifferaio ed i suoi numerosissimi imitatori hanno commesso l’unico imperdonabile errore mortale proprio dei mentitori: finire per credere alle loro stesse menzogne esattamente come già avvenuto con Mussolini. Perciò caro Babbo Natale, liberaci da loro, ma fallo davvero in qualsiasi modo e portaci gli unici doni che non costano, ma che ad Alessandria, come in tutta l’Italia, sono assolutamente indispensabili: l’ intelligenza, la cultura e la razionalità senza le quali è impossibile ogni rinascita, continuando a vagare nel buio come gattini ciechi seguendo il canto di occasionali sirene.

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