
PER IL DECRETO 39 DELL’8 APRILE SCORSO (QUINDI RECENTISSIMO) RESTANO INCOMPATIBILI PER I DOPPI INCARICHI POLITICI E DIRIGENTI VICINI ALLA SINDACA DI ALESSANDRIA RITA ROSSA E AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PAOLO FILIPPI, MA NESSUNO GLI DICE NIENTE E LORO CONTINUANO IMPERTERRITI AD INFRANGERE LA LEGGE RESTANDO AL LORO POSTO. VISTO CHE LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, PREFETTA TAFURI COSA ASPETTA AD INTERVENIRE?
di Piero Giacobone
Alessandria – Stupisce che ci sia sempre chi fa il furbo, specialmente oggi che dieci milioni di italiani sono poveri e tirano la cinghia. Anche ad Alessandria ci sono i furbi – ci sono sempre stati – e nonostante che da queste colonne abbiamo scritto in merito alla loro pervicacia nel ricoprire incarichi a loro non consentiti, non solo non siamo riusciti a far rispettare la legge, ma più passano i giorni più sono i furbi come loro ad averla vinta stante l’inerzia della prefetta Tafuri che pare non essersi accorta di niente.
Si tratta del vicepresidente della Provincia di Alessandria Gianfranco Comaschi, della vicesindaca di Alessandria Oria Trifoglio, del presidente di Amag Pietro Bianchi e del presidente di Atm Gian Franco Cermelli.
Ma, andiamo con ordine.
Per Gianfranco Comaschi (PD) l’incompatibilità fra le molte cariche da lui ricoperte sta nel fatto che secondo l’articolo 11 (2° e 3° comma) del D. Lgs 39-2013 non può assumere la carica di amministratore di un Comune con più di 15.000 abitanti chi si trova ad essere amministratore di ente pubblico regionale, provinciale o comunale avente sede nel territorio della regione nel quale ha sede il Comune dove svolgere la carica. E Comaschi è contemporaneamente vice presidente e assessore della Provincia di Alessandria e segretario generale del Comune di Acqui Terme che ha più di 15.000 abitanti e si trova nel territorio non solo della regione ma addirittura della provincia dove svolge l’incarico di vicepresidente. In sostanza l’attuale vicepresidente della Provincia di Alessandria, nonché assessore, è in una posizione tale per cui deve optare per uno dei due incarichi e tutti gli atti da lui autorizzati e firmati potrebbero risultare nulli, compresi gli accord
i sottoscritti con la Regione Piemonte per il Trasporto Pubblico. Inoltre Comaschi, oltre ad essere segretario generale del Comune di Acqui Terme con uno stipendio annuo lordo di € 110.622,00, ricopre la carica di segretario comunale a Castelnuovo Bormida, Montaldo Bormida, Cremolino, Strevi, Rivalta Bormida, per cui a quei 110 milioni e rotti bisogna sommarne circa altrettanti per gli incarichi in questi comuni.
Oltre al dottor Gianfranco Comaschi anche la vicesindaca del Comune di Alessandria Oria Trifoglio (Scelta Civica) ricopre almeno un incarico per cui è incompatibile sempre ai sensi del D. Lgs 39 -2013 articolo 11 (2° e 3° comma) in quanto la dottoressa Trifoglio è contemporaneamente viceseindaca di Alessandria e dirigente dell’Asl di Alessandria che ha più di 15.000 abitanti e si trova nel territorio, non solo della regione, ma addirittura della provincia dove la dottoressa Trifoglio svolge i due incarichi incompatibili fra loro.
Passiamo alla posizione di Pietro Bianchi (PD?), attuale presidente di Amag la partecipata alessandrina che si occupa di gas e acqua. Anche nel suo caso è evidente l’incompatibilità fra l’attuale incarico e quello ricoperto nel recente passato, per cui lo stesso decreto all’articolo 7 comma 2 recita: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni che conferisce l’incarico, ovvero a coloro che nell’anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, nella stessa regione dell’amministrazione locale che conferisce l’incarico, nonché a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti (…) c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello provinciale o comunale; d) gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”. Pietro Bianchi essendo stato assessore fino a sei mesi fa in base al decreto 39 oggi non può ricoprire la carica di presidente di Amag e deve dimettersi, mentre gli atti da lui firmati in qualità di presidente di Amag sono nulli, compreso il bilancio.
Poi abbiamo “beccato” Gian Franco Cermelli attuale presidente di Atm, la partecipata del trasporto pubblico alessandrino. Cermelli (Moderati), presidente di Atm e contemporaneamente consigliere provinciale, deve scegliere cosa fare da grande: o il presidente o il consigliere. Cioè, o fare il tecnico o il politico. Infatti per lo stesso decreto all’articolo 13 (2° e 3° comma) non può fare il “presidente o amministratore delegato di ente di diritto privato in controllo pubblico regionale, provinciale o comunale (Atm, n.d.r.) avente sede nel territorio della regione nel quale è posto il Comune interessato.

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