
SI HA L’IMPRESSIONE CHE LO SDEGNO DI MOLTI POLITICI E FACCENDIERI MANDROGNI SIA INVECE UN RAMMARICO PER IL FATTO CHE NON CI SIA PIÙ NULLA DA ROSICCHIARE SU QUELLO CHE SEMBRAVA ESSERE PER GLI ANNI FUTURI UN ULTERIORE MAGNA-MAGNA
di Piero Giacobone
Alessandria – Sulla cittadella la perplessità è che risulti molto difficile rispettare i vincoli al quale il monumento è sottoposto e contemporaneamente attivare uno sfruttamento economico da parte dei privati. Bisogna dire subito che il passaggio di mano del bene è l’ennesima prova della totale inettitudine ed inefficienza dell’amministrazione comunale di Alessandria che, come in altri settori, ha dimostrato di cincischiare e di non essere in grado di governare la città. “Sono molto perplesso – ci ha detto Giovanni Barosini di Udc – sul fatto che la cittadella sia ceduta ai privati. I Monumenti non si vendono o affittano, lo faceva Totò. Il Demanio ha certamente il dovere di attivare un processo di valorizzazione, ma oltre ad incrementare il valore economico, dia priorità a quello sociale e culturale”. La levata di scudi da parte della minoranza in consiglio comunale non si placa. “La Cittadella – scrive il capo dell’opposizione Piercarlo Fabbio sul suo blog – lascia nuovamente gli alessandrini. Avevamo fatto tanti sforzi per poterla acquisire come restituzione alla città di un quartiere, Bergoglio, che ad essa era stato sottratto nel 1728. Invece l’insufficiente garanzia fornita dalla giunta di Rita Rossa ha fatto sì che l’agenzia del demanio tentasse la strada di venderla ai privati. Una grave sconfitta – continua l’ex sindaco di Alessandria – per chi, come l’attuale sindaca, ha ritirato tutti gli investimenti e annullato le spese per la manutenzione e il piccolo recupero della struttura, da parte dell’Amministrazione precedente, che credeva fortemente in un rilancio della cittadella come polo d’attrazione per la città”. La critica di Fabbio cita altri aspetti della vicenda che riguardano anche le partecipate: “Del resto, dalla sottrazione all’AMIU – aggiunge il capogruppo del Pdl in Consiglio Comunale – della manutenzione del verde, alla soppressione degli interventi sui servizi che venivano saltuariamente affidati ad AMAG, alla rinuncia ad una stagione di eventi, dagli spettacoli ad altro, fino al più profondo menefreghismo politico nei confronti dell’utilizzo della struttura”. Il Maligno però mi dice che l’indignazione di molti politici, esclusi i citati, ovviamente, in quanto sono di minoranza, sia dovuta al fatto che il demanio, decidendo di affidare direttamente il bene ai privati, li abbia scavalcati sottraendo loro il boccone di sotto al naso ed impedendo il solito scempio mandrogno dei beni demaniali dati in pasto ai soliti noti. Il rammarico di qualcuno, insomma, non sarebbe tanto per il fatto che la cittadella sarà molto probabilmente devastata, ma è per il fatto che a devastarla – con annessi e connessi – saranno altri.

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