L’ITALIA DORME IL SONNO PRECEDENTE ALLA MANNAIA FINALE
Mentre l’intera nazione è sempre più simile ad un desolato cimitero di fabbriche, cantieri e negozi chiusi ed abbandonati, i disoccupati sono arrivati a 6 milioni, il 40% dei giovani non trova occupazione alcuna ed oltre 4 milioni di persone non possono fare altro che rivolgersi alla Caritas e ad altri distributori di pasti gratuiti per poter almeno mangiare, cosa fanno i politici da noi eletti oltre a diffondere messaggi rassicuranti per non allarmare ulteriormente le plebi, per loro natura già fin troppo turbolente ed agitate? Da destra sono mesi, mesi e mesi che altro non si fa se non cercare in ogni modo di tenere fuori di galera un ricco pregiudicato su cui gravano altri tre processi ancora in corso di istruttoria. Il signore in questione, proprio perchè ricco, si ritiene al di sopra delle leggi solo utili quando servono per punire i nemici, e non certo per mandare in prigione gli amici. Infatti che gusto c’è ad essere ricchi se poi si rischia di finire in galera al pari dei pensionati con la minima sociale? Basta con questa storia della legge uguale per tutti! I ricchi vanno rispettati! Solo giudici in malafede per invidia che, come è noto, è il vero motivo della lotta di classe, fingono di non capire concetti così giusti, evidenti e condivisi. Da sinistra invece, dopo essere passati con ammirevole agilità da una rigida etica leninista a quella forse troppo elastica della corte dei Borgia, è in corso un sanguinoso ed interminabile scontro per il controllo del Partito combattuto con falsi iscritti, miracolose crescite notturne, scambi di tessere fasulle ed altre piacevolezze del genere. Il tutto condito con lusinghe, tradimenti, pugnali e veleni di squisita scuola cardinalizia. Il che sta inducendo vecchi iscritti in cui, nonostante le arterie sempre più indurite, è ancora presente il ricordo di lontani tempi civili, a rivedere il proprio giudizio assai critico su Stalin, solito ripulire il partito con metodi non sempre gentili. In questi nostri decadenti tempi da tardo impero, però mancanti della sfarzosa grandezza anche nella morte di Roma o Bisanzio, non poteva mancare Scelta Civica. Sorta di novella DC dissepolta dal passato grazie alle alchimie ed alle formule magiche di alcuni apprendisti stregoni, in loden, originari della Bocconi, pieni di buona volontà e di buone intenzioni, ma purtroppo mancanti della genialità e della spregiudicatezza che fu propria dei padri fondatori della DC primordiale. Fra coloro che, per magia ,sono passati dal nulla alle glorie del governo Monti, brilla Clini, ex ministro dell’ambiente, che si dice essere stato voluto da Napolitano. Un autentico e fino ad allora sconosciuto mago della finanza che, come novello Mandrake, nei pochissimi giorni del suo mandato è riuscito a fare sparire nel nulla ben 54 milioni. Il che ha attirato l’attenzione dei giudici che, per malriposta curiosità personale, vorrebbero sapere come ha fatto. Notevole anche l’onorevole Mariano Rabino, piemontese doc di anni 43,passato dal PD a Scelta civica dopo essere stato per 5 anni in Regione in cui non si ritrova traccia alcuna della sua presenza. La sua imperitura fama nasce da un fuori onda di Striscia la notizia in cui rilascia una deliziosa dichiarazione di squisita raffinatezza e ricercato contenuto, che riassume in poche e tacitiane parole il pensiero medio dei nostri onorevoli. “Perchè quando vai a Roma non vuoi più tornare a casa? Non per i privilegi, ma per due cose: la gnocca e il tempo. In 5 anni a Torino in Consiglio regionale quando ero nel PD non ho visto la gnocca che ho visto qui a Roma in 6 mesi”. E questo conferma il grande scatto qualitativo che gli ha permesso l’essere passato da un partito all’altro. Detto questo, possiamo tutti dormire sereni, lo stesso dolce sonno di cui godettero Luigi XVI, Maria Antonietta nonchè lo zar Nicola II e famiglia.

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