Alessandria – Non sarebbe dell’autotrasportatore genovese Emilio Fossa il cadavere scoperto il 4 novembre dai carabinieri nella boscaglia ai bordi della Strada della Fasciana. Secondo gli ultimi riscontri ed alcune verifiche non è possibile che una salma di soli quattro mesi si possa ridurre ad uno scheletro. E aumenta il mistero fitto su tutta la vicenda. Secondo alcuni conoscenti del Fossa che ci hanno telefonato in redazione sarebbe da escludere che quei resti siano da attribuire a lui. L’attività di recupero della salma – che ha reso indispensabile la collaborazione dei Vigili del Fuoco – s’è protratta per diverse ore, presente il personale del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano. Emilio Fossa, nato a Genova il 3 luglio del 1962, era scomparso da casa lo scorso 28 luglio 2013 e la denuncia
da parte dei familiari è stata immediata. Anche la trasmissione Rai “Chi l’ha Visto” se n’è occupata. Il ritrovamento di quei resti umani fa pensare a qualcosa di macabro avvenuto proprio in concomitanza della ricorrenza dei morti. Acqui Terme è infatti la seconda città dedicata a Satana del Piemonte dopo Torino, e gli eventi che hanno a che fare con riti satanici e messe nere non sono rari.

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