
Roma – Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio tendono la mano a Renzi sulla legge elettorale. L’annuncio arriva sul blog del M5S con un messaggio al presidente del Consiglio: “Se Renzi ritiene che la legge M5S possa essere la base per una discussione comune, il cui esito dovrà comunque essere ratificato dagli iscritti al M5S, Renzi batta un colpo. Il M5S risponderà. La nostra legge è di impronta proporzionale, non è stata scritta su misura per farci vincere come è stato per l’Italicum, scritto per farci perdere”. La risposta arriva poco dopo dal vicesegretario del Partito democratico Lorenzo Guerini: “Pronti a confrontarci con tutti, nel rispetto e delle posizioni diverse. Per noi le priorità restano le riforme istituzionali, Senato, titolo V e legge elettorale che garantisca governabilità e certezza di chi vince e chi perde, secondo il percorso che abbiamo individuato”. Poi si rivolge alla Lega Nord di Matteo Salvini e ai Grillini: “Visti i precedenti con i 5 Stelle, suggeriamo comunque l’adozione dello streaming per eventuali incontri futuri”. Possibilista anche Debora Serracchiani: “L’annuncio di una apertura non ci coglie impreparati, perché la nostra disponibilità a un confronto a tutto campo l’abbiamo dichiarata da molto tempo. Dopo l’annuncio però bisogna vedere come intende passare alla prova dei fatti”.
“Noi vogliamo essere l’ago della bilancia” commenta su SkyTg24 il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che si chiede subito dopo: “La legge elettorale deve farla Berlusconi o il M5S?”. dal canto loro Grillo e Casaleggio chiedono esplicitamente un faccia a faccia col presidente del Consiglio: “All’incontro eventuale con il Pd – scrivono -, che speriamo ci sia, parteciperanno i due capigruppo M5S di Camera e Senato, oltre a Danilo Toninelli, estensore della versione definitiva della legge e Luigi Di Maio come massima rappresentanza istituzionale in Parlamento nel suo ruolo di vicepresidente della Camera”. La prima risposta da casa Pd arriva da Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole: “Se davvero siamo di fronte a un’apertura sincera – ha dichiarato a Sky Tg 24 – sarebbe impossibile sottrarsi al confronto. Anzi, sono certo che il Pd deve farsi avanti, se Grillo ha deciso di scongelare i suoi voti e di metterli veramente a disposizione del cambiamento, vuol dire che il Pd ha prodotto un effetto non banale che va oltre se stesso”. La nuova partita tra i 5 Stelle e il Pd rischia di fare una vittima illustre, Silvio Berlusconi. Perché oltre alla legge elettorale, contrattata da Renzi con il leader di Forza Italia in mezzo a mille polemiche legate alla condanna definitiva per frode fiscale e alla conseguente decadenza da senatore, pochi giorni fa le prove tecniche di dialogo tra grillini e democratici sono state avviate sulla giustizia, tema ultrasensibile per Berlusconi. Una delegazione del Movimento 5 Stelle ha incontrato il ministro della Giustizia Andrea Orlando per proporgli l’appoggio sul ddl anticorruzione ora fermo al Senato, in attesa di un testo governativo che i parlamentari pentastellati hanno chiesto di non presentare. “Berlusconi dal canto suo decida come stare in questa partita e il Pd -ha concluso Martina- guidi questo cambiamento. Non c’è un motivo per escludere nessuno in via pregiudiziale”.

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