
Milano – Ieri Berlino ha decretato la forte riduzione delle sovvenzioni alle energie rinnovabili e la Germania, come ampiamente previsto da noi di Alessandria Oggi, fa dietrofront in virtù d’un provvedimento che punta a rimettere sui binari una transizione energetica vittima del suo successo e molto criticata. Insieme al salario minimo, quello di ieri è il primo grande progetto del governo Merkel III. Per ridare slancio alla transizione energetica qualche settimana fa la Commissione europea si è accordata con la Germania consentendo a Berlino di risparmiare circa 5 miliardi. Nell’ambito di un piano più generale voluto dalla Commissione energetica per limitare gli aiuti di stato alle energie verdi, tuttavia è stato concesso all’industria siderurgica tedesca di continuare ad essere esentata dal pagare per il passaggio del paese alle energie rinnovabili. Nonostante che alla fine degli anni ’90 la Germania avesse scelto le rinnovabili instaurando un generoso regime di sovvenzioni delle energie verdi, ora ci ripensa perché questo tipo di energia alla fine costa molto cara. Per questo motivo la nuova legge riduce in modo considerevole i sussidi accordati alle rinnovabili e prevede che, gradualmente, l’energia eolica e solare si sottoponga ai meccanismi di mercato. I tedeschi si sono trovati in una situazione simile a quella italiana e hanno deciso, come già il governo di Roma, di ridurre gli incentivi. Tuttavia, se Roma ha scelto di sgonfiare gradualmente la bolla creata dagli incentivi operando nel contempo una riduzione dell’energia per le piccole e medie imprese attraverso il decreto competitività, il tedesco Gabriel si è giustificato in questi giorni sostenendo che in questo modo si riducono i costi, sebbene per verdi ed ecologisti sia invece un colpo mortale alle rinnovabili.

Leave a Reply
Devi essere connesso per inviare un commento.