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DISCARICA DI SPINETTA: QUALE DANNO ERARIALE? QUALE INQUINAMENTO?

17 Luglio 2014 REDAZIONE PRIMO PIANO 39

DISCARICA DI SPINETTA: QUALE DANNO ERARIALE? QUALE INQUINAMENTO?

Alessandria (Max Corradi) – Cerchiamo di capire cosa sta succedendo a proposito della discarica di inerti di Spinetta Marengo e della gestione di Aral, la partecipata dello smaltimento rifiuti. Il dibattito è divampato in Consiglio Comunale dopo le verifiche della commissione di controllo sulle partecipate che deve indagare sulle presunte malefatte della precedente amministrazione. È venuto fuori che la discarica di Spinetta provocherebbe un danno erariale in quanto Aral ha già versato una caparra di 572.000 euro che sono poco più di un terzo del dovuto che ammonta a circa 1,4 milioni di euro da dare a chi vende il terreno. Anche alla luce di possibili aspetti ambientali a Palazzo Rosso si è scatenato il putiferio anche se, per la verità, le autorizzazioni sul materiale che andrebbe in discarica in base ai codici sono di competenza della Provincia e non del Comune. Quindi il paventato rischio di scaricare smarino c’è, ma la sede del dibattito, a questo proposito, sarebbe la Provincia che, per ora, invece non c’è. Tornando al danno erariale. Su questo punto bisogna dire che il Comune di Alessandria non ha una discarica per gli inerti, per cui chi produce detriti da demolizioni o roba del genere deve andare a Valenza dove c’è una discarica privata, quindi a pagamento, mentre quella di Spinetta sarebbe di Aral, quindi pubblica, quindi non a pagamento almeno per i piccoli conferimenti (il muratore che butta giù una tramezza e deve portar via i detriti). È del tutto evidente che il costringere i nostri muratori a farsi tutte le volte dai 30 ai 40 chilometri per andare da Alessandria a Valenza e ritorno, pagare per scaricare oltre che per viaggiare, è certamente un costo ed anche un danno, ancorché non erariale. Ma soprattutto ci sarebbe danno erariale se non si realizzasse più la discarica perché si perderebbe la caparra già versata, mentre, a pieno regime, l’impianto produrrebbe utili e coprirebbe agevolmente i costi di gestione e di investimento. A questo punto riesce difficile comprendere perché non si voglia la discarica, in quanto se gestita bene non darebbe problemi né per quanto riguarda l’inquinamento né per quanto riguarda l’aspetto economico. Forse il proprietario che vende il terreno ha chiesto i danni per il ritardo nei pagamenti? No, nessun danno, e non ne chiederà mai. Tutto ciò nonostante la richiesta avanzata dalla sindaca Rita Rossa di sospensione lavori del 23 aprile scorso. Ma in commissione si è parlato anche della gestione di Aral. È vero che il direttore Bocchio guadagna più di Napolitano, ma è altrettanto vero che, stando ai numeri, Aral da tre anni a questa parte chiude il bilancio in attivo. Per la precisione ha chiuso a + 92.000 euro nel 2011, + 181.000 euro nel 2012, + 133.000 euro  nel 2013. Dove sta il problema? Cosa vogliamo fare, un altro mastico come per Amag?

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