Alessandria – La sera del 23 settembre, alle 22.20 circa, due gazzelle dell’Arma intervenivano urgentemente nel quartiere Pista perché era stata segnalata una lite violenta. Sul posto, per strada erano identificati alcuni rumeni, tutti appartenenti alla stessa famiglia, uno dei quali riferiva di avere avuto una discussione animata col proprio figlio di 29 anni per cui quest’ultimo, prima li aveva tutti allontanati dalla casa, e poisi era chiuso a chiave in casa con la nipote che aveva con sé anche il figlio di soli 3 giorni di vita. I carabinieri raggiungevano l’alloggio al quarto piano del palazzo e suonavano più volte il campanello senza avere mai risposta. Dal balcone del pianerottolo condominiale però riuscivano a prendere contatti con la donna chiusa in casa che a sua volta si trovava sul balcone della camera da letto e che riferiva di non poter aprire la porta di casa perché l’uomo non voleva che uscisse dalla stanza. La vicenda si risolveva alle due di notte quando, dopo un’opera di mediazione e convincimento, l’uomo apriva finalmente la porta e faceva entrare i carabinieri in casa dove era possibile accertare che non erano stati causati danni di nessun genere e non era mai stata usata violenza nei confronti di nessuno. L’uomo aveva litigato col padre che era ubriaco e dopo che aveva sentito chiedere l‘intervento dei Carabinieri si era chiuso in casa solo per non farsi fermare, ma non avendo l’intenzione di far male a nessuno. Avendo però privato la nipote della libertà personale, anche se non in modo assoluto, per un tempo comunque apprezzabile, è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per sequestro di persona.

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