Alessandria – Pistola in pugno aveva seminato il panico in centro e il pm Riccardo Ghio ha giustamente chiesto per lui la condanna a diciassette anni e quattro mesi di reclusione per tentato omicidio plurimo, rapina, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento. I fatti risalgono alla notte del 16 giugno 2013 quando l’imputato, il colombiano Janderson Steward Mosquera, 26 anni di Bistagno nell’acquese, con precedenti di polizia, verso l’una e mezzo della notte fra sabato 15 e domenica 16 giugno dell’anno scorso in Galleria Guerci aggrediva Marco Palladino, una guardia giurata in servizio e, dopo averlo colpito con un punteruolo, gli sottraeva la pistola uscendo della galleria e dirigendosi verso Piazzetta della Lega, Via Milano e Piazza Santo Stefano dove iniziava a sparare all’impazzata colpendo tre uomini: due marocchini, Rachid Mhurhar e Aziz Lamnaouar, che stavano acquistando sigarette a un distributore automatico in Via Milano, ed il gestore della pizzeria La Dolce Vita in Piazza Santo Stefano che era uscito a fumarsi una sigaretta in santa pace. Uno dei due marocchini era ferito gravemente all’addome, riportando gravi lesioni ad un polmone, per cui ha dovuto essere operato d’urgenza, e si è temuto per la sua vita. Sul posto sono intervenute immediatamente alcune Volanti della Questura contro le quali il giovane colombiano ha sparato qualche colpo senza colpire nessuno, prima di essere immobilizzato dagli agenti che lo hanno arrestato. Il Mosquera non era nuovo a imprese criminose perché già nel gennaio dello stesso anno era stato arrestato dai carabinieri per furto, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane era stato sorpreso appena dopo aver rubato in un supermercato del luogo generi alimentari vari per un valore di 410 euro. Fermato, nel corso dell’identificazione aggrediva i carabinieri con calci e pugni, procurando loro lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Ma nonostante ciò non è finito dentro ed ha continuato a delinquere. Stavolta i suoi difensori chiederanno l’assoluzione in forza di una perizia psichiatrica che ha rilevato la sua seminfermità mentale.

Leave a Reply
Devi essere connesso per inviare un commento.