
Tortona (AL) – Il declassamento dell’ospedale cittadino ha rinfocolato le spinte separatiste di Tortona rispetto alla provincia di Alessandria e, quindi, anche al Piemonte. Ogni tanto le grandi città della provincia voluta da Rattazzi nel 1861, Casale, Novi, Tortona e Acqui, se ne vogliono andare. Trent’anni fa era Novi a voler tornare in Liguria, regione da cui proviene storicamente, di cui è stata provincia fino al Trattato di Campofornio (1797), anche se la ragione vera era quella di smarcarsi da Alessandria. Come Casale, da una vita sul piede di partenza. Ma mentre Novi può più facilmente salutare i mandrogni finendo nella confinante Liguria, Casale, dovendo restare in Piemonte, non ha le stesse chances che derivano da una motivazione etnica. Novi è ligure a tutti gli effetti quanto Casale è piemontese, quanto Tortona è lombarda e confina con la Lombardia, per cui è più facile “tentare la fuga”. Anche perché la materia del contendere è la Sanità e, in questo campo, la Lombardia non teme confronti, per cui, oltre ai motivi etnici, Tortona può accampare anche motivi logistici. La protesta dei 40 sindaci del Tortonese contro il ridimensionamento dell’ospedale previsto dal piano sanitario appena approvato, entra nel vivo. Stamane un pullman di sindaci e amministratori comunali è partito per Torino dove il Consiglio Regionale discute mozioni e interrogazioni sulla Sanità. Una trentina le adesioni dei sindaci del Tortonese oltre a una delegazione del Consiglio di Tortona. Sono decisi a tutto e se il piano sanitario non dovesse essere modificato sono pronti a staccarsi dal Piemonte e unirsi alla Lombardia. Lo ha scritto il vice sindaco di Castelnuovo Scrivia Gianni Tagliani su facebook ricevendo molto consenso. La cosa si può fare, in base all’articolo 132 comma 2 della Costituzione: “Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra”. La raccolta di firme a difesa dell’ospedale sta raggiungendo quota 10.000 a conferma del fatto che i tortonesi sono stanchi di essere ignorati da Torino e da Alessandria.

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