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PRIMO PIANO

SANDRO BONDI ED EMANUELA REPETTI LASCIANO FORZA ITALIA

30 Marzo 2015 REDAZIONE PRIMO PIANO 236

SANDRO BONDI ED EMANUELA REPETTI LASCIANO FORZA ITALIA

Roma (Lorenzo Mancini) – Sandro Bondi e Manuela Repetti hanno deciso di lasciare il gruppo di Forza Italia al Senato ed iscriversi al gruppo Misto. I due esponenti azzurri, interpellati telefonicamente dai cronisti ANSA, non hanno voluto aggiungere nessun commento. L’intenzione dei due fidanzati di Novi nonché senatori azzurri di lasciare il gruppo era nota da tempo e meno di un mese fa (3 marzo) c’era stato un incontro con Berlusconi ad una cena loro offerta ad Arcore. In un primo tempo sembrava che lo strappo fosse stato ricucito, ma era solo un fugace ritorno di fiamma, soprattutto di Bondi, da sempre fedelissimo dell’ex cavaliere che riuscì, in quell’occasione, a sedare i malumori evitando in extremis l’addio al partito che la decisionista Repetti aveva annunciato in una lunga lettera al Corriere della Sera. La stessa senatrice, Panetta per gli amici, al comitato provinciale di Forza Italia che si è tenuto venerdì 27 febbraio scorso aveva dichiarato testualmente: “Questa è l’ultima volta che ci vediamo”, frase che ora appare chiara alla luce degli ultimi eventi e dimostra che la decisione era già stata presa. Dopo qualche giorno arrivavano le dimissioni e la lettera scritta al Corsera: “Desidero spiegare in maniera pubblica e sincera – si legge nella lettera – le ragioni del mio dissenso politico nei confronti del partito a cui appartengo. Da tempo, purtroppo, Forza Italia sta vivendo una profonda crisi per diversi motivi. Elenco i principali: l’azzoppamento del nostro leader, il presidente Silvio Berlusconi, con la conseguenza di un centrodestra senza più un punto di riferimento; l’arrivo di Renzi a capo del Pd, ma con una personalità politica ricca di sfumature e difficilmente incasellabile a sinistra riuscendo dunque ad attirare consenso anche al centrodestra; una vera e propria guerra interna a Forza Italia per la successione”. Nella lettera si legge delle faide interne che stanno distruggendo Forza Italia e che “nulla hanno a che vedere con il movimento liberale che Silvio Berlusconi ha fondato e che lui stesso non avrebbe mai consentito accadessero”. Agli osservatori più attenti invece le motivazioni che hanno spinto la senatrice Repetti a dare le dimissioni insieme al suo fidanzato dal gruppo di Forza Italia al Senato per confluire nel gruppo misto sembrano dettate da motivi di opportunità. Infatti dopo che Sandro Bondi era stato pubblicamente smentito in Senato proprio da Berlusconi che, prendendo la parola dopo di lui, annunciava il voto  favorevole al governo Letta, mentre Bondi lo aveva negato a nome del suo gruppo (lo stesso del Berlusca), i rapporti fra i due fidanzati novesi e l’ex Cavaliere si sono inevitabilmente e inesorabilmente sfilacciati con l’andar del tempo. Inoltre la Repetti è vista con ostilità da quasi tutto il partito ad ogni livello, sia locale (Novi e Alessandria) che regionale e nazionale, in quanto gli Azzurri la considerano un corpo estraneo, responsabile del disastro politico di Forza Italia nella sua città, Novi Ligure, dove il partito di Berlusconi ha sempre preso mediamente il 20% in meno di voti che altrove. Molti insinuano che abbia fatto carriera politica (poca per la verità) solo perché è la donna di Bondi. Altri diffidano di lei perché la considerano una post comunista infiltrata, figlia di un post comunista, Giovanni Repetti, il Panetto, che ha fatto una fortuna invidiabile quando aveva la tessera del Pci in tasca, cioè dagli anni sessanta fino alla conversione degli anni novanta, quando è salito sul carro di Berlusconi vincitore, per cui sono veramente in pochi quelli che attribuiscono a motivazioni ideali le scelte politiche di sua figlia, di ieri e di oggi, essendo sempre in forte consonanza col padre. È stata eletta per la prima volta al Parlamento nel 2008 (alla Camera) quando Forza Italia era tornata al massimo ed aveva rivinto le elezioni, ed è stata poi rieletta nel 2013 (al Senato). Ma ora i tempi sono cambiati e all’orizzonte non si vede niente. Meglio tirarsi fuori in tempo e parcheggiarsi nel gruppo misto in attesa di approdare ad altri lidi. Intanto se si ricandiderà potrà farlo alla Camera in quanto il Senato non sarà più elettivo. Dato per scontato che la senatrice novese si ripresenterà candidata, resta da capire dove. E dato per scontato che non lo farà mossa da pulsioni ideali, bisogna capire chi la vuole e dove vuole andare. Restando nell’area di destra potrebbe scegliere la Lega, ma Bondi, presente all’ultimo comitato provinciale di Forza Italia, sulla Lega ne ha dette di cotte e di crude. Quindi, a meno che non voglia smentire anche lei il pio Sandro, la Lega non è una scelta possibile anche perché da quelle parti pare che non la vogliano. Nel Nuovo Centro Destra c’è l’aperta ostilità di Enrico Costa. E poi è un partitino destinato allo zerovirgola, non c’è spazio. Potrebbe finire tra i Grillini, ma non è una grande utilizzatrice del Pc e frequentatrice dei social network, poi agli occhi di Grillo rappresenta la vecchia politica che lui vuole spazzar via. Puntando ai grandi raggruppamenti non resta che il Pd, data anche la vicinanza della nostra al senatore Fornaro ex sindaco di Castelletto d’Orba. Ma soprattutto tenendo conto di come la senatrice novese vede Renzi: “Una personalità politica ricca di sfumature e difficilmente incasellabile a sinistra”, dove per “ricca di sfumature” si intende che tra le tante ci sta anche la sua di sfumatura, e per “difficilmente incasellabile a sinistra” si capisce che la nostra attribuisce al premier la capacità di raccattare un po’ di tutto, anche a destra, anche lei. Ma i posti alla Camera nel nostro collegio per il Pd sarebbero un paio e lei sarebbe la terza dopo Fornaro e Borioli. Se poi ci fosse di mezzo anche Rita Rossa, la Repetti sarebbe la quarta, e non avrebbe chances.
E allora che dire? Niente di particolare, se non che i giochi sul futuro della senatrice Manuela Repetti in Bondi sono aperti. Ma potrebbero essere anche chiusi nel senso che la sua carriera politica potrebbe veramente essere finita.

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