
Domenica scorsa l’ho passata da incazzato nero: ma guarda, penso, se dopo una campagna acquisti come quella fatta a luglio devo assistere ad una serie di prestazioni del genere! Il lunedì ci ripenso e spero che col nuovo Mister “Il Nostro Caro Angelo” ( Il grande Lucio non si scorda mai; attacca le casse, clicca e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=me-AwL5Uu0A), si possa andare verso un’inversione di rotta. Il martedì leggo i commenti della partita contro l’Albinoleffe e mi cadono le palle. Ma certa gentaglia, o scrive per conto terzi, o l’editore gli cambia il contenuto dell’articolo prima di mandarlo in stampa, oppure ancora ci troviamo di fronte ad autentiche mistificazioni della realtà. Mistificazioni, tra l’altro, che non fanno bene a nessuno. È utile forse a Bocalon quel 6,5 in pagella, valutazione che s’è visto appioppare dopo la prestazione contro i seriani, prestazione che fa a pugni con la sua fama, coi suoi trascorsi, con la sua valutazione in sede di mercato e, se mi permettete, col suo attuale stipendio? Ma, secondo voi, dobbiamo anche dire “bravo“ a questo giocatore per tutto quello che (non) ha fatto fino adesso? Secondo voi, per esempio, Di Masi si accolla un libro paga da capogiro per sentirsi dire che i suoi giocatori hanno “buttato il cuore oltre l’ostacolo” dopo una prestazione raccapricciante, in una partita contro una squadra che, nel Girone A della Serie D, non sarebbe neppure capolista? Lasciamo perdere per un attimo l’indubbia importanza della vittoria ottenuta contro l’Albinoleffe e concentriamoci invece sulla prestazione offerta dai nostri campioncini, perché sono la qualità e la continuità delle prestazioni a determinare la riuscita di una stagione, non certo gli episodi. Lo sapete, ad esempio, che i Giallorossi, sabato sera al Mocca, hanno creato il doppio delle occasioni da gol dei Grigi? E a fronte dei nostri due golletti ottenuti su angolo (tra l’altro regalati da ragazzotti spauriti grazie alle loro ingenuità ed agli svarioni difensivi) i nostri avversari si sono presentati al tiro davanti a Nordi almeno quattro volte! E questa piazza dal palato così delicato non trova di meglio che mandare il messaggio: “Tutto va bene Madama la Marchesa, basta fare un gol in più degli avversari”? Ma con prestazioni del genere, quante delle 29 partite ancora da disputare si pensa di poter vincere? È ovvio e comprensibile che “il Nostro Caro Angelo”, dopo soli tre giorni di lavoro a fine partita si aggrappi alla mozione degli affetti, ma qui stiamo parlando di due mesi e mezzo di lavoro precedente fatto nelle migliori condizioni possibili, nell’ambito d’un progetto tecnico pensato senza risparmiare risorse con alla base un’ispirazione tattica senza compromessi. E da una partita all’altra le prestazioni, anziché migliorare, peggiorano? Non si tratta di un brutto sogno bensì della realtà. Facciamoci una domanda: questa squadra è ovviamente figlia di questa direzione tecnica per cui, in questi primi mesi, non si può parlare di evoluzione e maturazione né dell’una né dell’altra. La passata stagione, esclusi gli exploit della parte centrale del campionato, è successa una cosa simile con illusione natalizia e delusione pasquale ed estiva. Allora, per lo meno, c’erano altri obiettivi e l’organico aveva indubbie debolezze. Perché quindi non si riesce a progredire, magari tutti assieme? Sarà perché in questa piazza, ad esempio, si è sempre disponibili a dare alibi a chiunque, a volte addirittura manco richiesti, come è capitato a Mister Scienza grazie a certi pennivendoli che lo hanno immotivatamente sostenuto tout court per due mesi ed oltre salvo poi massacrarlo in due giorni manco fosse diventato lo scemo del villaggio. Non è venuto forse il momento di chiedere conto ad ognuno che ha lavorato alla costruzione di questa nuova stagione circa la bontà delle scelte e le cure da adottare per cambiare registro? E a questi giocatori non sarà opportuno far presente che fin qui i migliori fra loro sono stati il portiere che, fra l’altro, pare non goda delle grazie (eufemismo) dei tifosi e poi Sabato, partito dalla posizione più umile nella gerarchia dei difensori e, fra l’alto, tra i meno pagati del gruppo?

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