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PRIMO PIANO

LOCCI: SOLLEVATE MARCO NERI DALL’INCARICO

7 Ottobre 2015 REDAZIONE PRIMO PIANO 122

LOCCI: SOLLEVATE MARCO NERI DALL’INCARICO

Alessandria (Piero E. Giacobone) – In seguito al rinvio a giudizio di Marco Neri, Ingegnere Capo del Comune, stamane il consigliere comunale Emanuele Locci presenterà un’interpellanza al fine di sapere se la sindaca di Alessandria non ritenga utile assegnarlo ad altri incarichi data la sua posizione giudiziaria. Infatti è di due giorni fa la notizia che è sotto processo davanti al Gup Pierluigi Mela in quanto non sono chiare molte fatture pagate dal suo ufficio all’ingegner Luigi Martino, libero professionista torinese, inerenti il costo della progettazione di una pista ciclabile con passerella che ai giudici appare eccessivo. L’accusa è quella di peculato in quanto ci sarebbe stata una lievitazione ingiustificata degli importi di quasi il 40% comprendente la direzione lavori di un’opera che, addirittura, non esiste. Ora Locci, che è consigliere comunale di minoranza ma anche presidente della commissione controllo gestione del Comune, ha chiesto alla sindaca Rita Rossa di sollevare dall’incarico il dirigente che è responsabile anche della realizzazione del Ponte Meier e del Progetto Integrato di Sviluppo Urbano (Pisu).
“Premesso che – ci ha detto Locci al telefono – un’amministrazione saggia dovrebbe usare l’istituto della rotazione per i dirigenti ed i funzionari apicali che occupano stabilmente da molti anni ruoli di responsabilità in certi settori particolarmente sensibili come i lavori pubblici, in questo caso ritengo che la scelta di destinare ad altro incarico l’Ingegnere Capo sia rafforzata dalla necessità di permettere all’accusato di difendersi con serenità dall’imputazione contestatagli e di permettere all’Ente di non essere danneggiato dalle eventuali distrazioni che potrebbero condizionare l’operato dell’Ingegner Neri a causa del giudizio pendente a suo carico. Ritengo infine urgente – ha aggiunto il presidente Locci – che il PISU sia assegnato ad un altro responsabile che sia disponibile a collaborare con il Consiglio Comunale fornendo gli atti che dall’inizio dell’anno chiediamo all’Ingegner Neri, fino ad ora senza ricevere risposta. Se ciò non avverrà le ombre che si allungano su Palazzo Rosso saranno sempre più fitte e le responsabilità di questa amministrazione nell’occultamento degli atti sarebbero sempre più evidenti”.
Non a caso nel luglio scorso, dopo aver richiesto ripetutamente allo stesso Neri l’accesso agli atti per capire di più in merito alle modalità con cui si sono spesi finora i soldi per il Pisu, Locci aveva inoltrato un’interpellanza alla sindaca Rossa dove si chiedeva come la Giunta considerasse il fatto che un dirigente non rispondesse del suo operato. Il vicesindaco Giancarlo Cattaneo si era limitato ad esprimere un certo disagio invitando Locci a rivolgersi alla magistratura. Era il solito stratagemma di chi non sa cosa dire e vuole cavarsela a buon mercato. Ma Cattaneo e Neri non hanno messo in conto che Emanuele Locci è uno che non molla tanto facilmente anche perché nella sua replica aveva detto chiaramente che, se le cose stavano così, avrebbe proceduto in tal senso denunciando Marco Neri per abuso d’ufficio. Di lì a poco presentava un esposto in Procura contro Neri.
Infatti, già il 26 marzo scorso, proprio nella veste istituzionale di presidente della commissione controllo di gestione, Locci aveva già presentato una prima richiesta ufficiale allo stesso Neri che è dirigente responsabile unico del procedimento del Pisu finanziato dalla Regione Piemonte con 12 milioni di euro di fondi europei. Nonostante tali informazioni e documenti dovessero essere consegnati entro dieci giorni, a tutt’oggi non s’è visto ancora niente.
Locci non s’è dato per vinto e a metà aprile otteneva dalla commissione controllo regolare mandato di richiedere al segretario generale l’esercizio del potere sostitutivo, ovvero quello di sostituirsi al dirigente inadempiente ingegner Marco Neri per ottenere i documenti richiesti entro il termine di legge di 5 giorni. Ad ulteriore garanzia del diritto di accedere ad ogni informazione ed atto pubblico, Emanuele Locci si rivolgeva anche alla prefetta Romilda Tafuri affinché richiamasse al rispetto delle norme l’inadempiente Neri.
Ma l’omertà regnava e regna sovrana e la vicenda incancreniva.
La querelle esplodeva a giugno di quest’anno quando Emanuele Locci aveva modo di presentare l’ennesima interpellanza per chiedere chiarimenti in merito ad una spesa complessiva di 69.052 euro per 20 vasi sistemati in Via Dossena (siamo sempre in ambito Pisu). L’importo era stato suddiviso in due parti: 48.312 euro per la fornitura dell’arredo urbano di Via Dossena, ovvero i 20 vasi vuoti; 20.740 euro per la piantumazione e la manutenzione per l’anno 2015 di 20 piante (magnolie) da mettere in quei vasi. Questo, evidentemente, per aggirare la legge del codice degli appalti per l’affidamento diretto (senza gara) che non deve superare i 50.000 euro. In effetti l’importo complessivo per le fioriere di Via Dossena è superiore a quella soglia di legge di ben il 38% ma spezzandolo in due rientrava nella norma. Naturalmente entrambi gli affidamenti sono stati dati alla medesima ditta per la stessa fornitura.
C’è dell’altro perché sempre nel mese di giugno, con determinazione dirigenziale n. 1224, la Giunta ordinava di pagare sempre alla stessa ditta 48.556 euro (appena sotto la soglia dei 50.000 euro) per la manutenzione delle stesse fioriere – che sono in verità un’autentica schifezza – per le quali sono già stati spesi a vario titolo ben 117.608 euro.
E giù un’altra interpellanza con la quale l’attento presidente della commissione di controllo chiedeva in cosa consistesse questo nuovo lavoro di manutenzione affidato alla solita ditta, quali fioriere sarebbero state curate e quali fossero le modalità dell’intervento.
“Lascia perplessi – aveva avuto modo di dire a suo tempo il presidente Locci – questo nuovo affidamento diretto, oltre che per l’importo elevato, anche per il fatto che tale ditta non sembra aver svolto una grande opera di manutenzione visto lo stato pietoso in cui versano i vasi di via Dossena. Va chiarito inoltre – concludeva il presidente Locci – come siano concepiti questi affidamenti, perché sono sicuro che con una gara e con maggior trasparenza si sarebbero potuti ottenere prezzi di gran lunga inferiori per gli stessi servizi”.
Ed ora siamo al processo che vede l’ingegner Marco Neri imputato.
E io pago.

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