Torino (Giulia Giraudo) – Mentre la sindaca di Alessandria Rita Rossa annuncia in conferenza stampa di sospendere per motivi precauzionali e di sicurezza le delibere con cui aveva autorizzato l’inserimento delle cave “Bolla”, “Guarasca 1 e 2” e della “Clara e Buona” di Spinetta Marengo tra i siti di deposito dei materiali di scavo del Terzo Valico soggette a forte rischio inquinamento (naturalmente noi di Alessandria Oggi siamo stati i primi e gli unici ad accorgercene, clicca: https://www.alessandriaoggi.info/index.php?option=com_k2&view=item&id=1858:signora-rossa-lei-sa-di-avvelenare-mezzo-piemonte-con-le-sue-discariche-ma-evidentemente-non-gliene-importa-niente&Itemid=102) a Torino si parla con insistenza del potenziamento dell’interporto di Orbassano previsto nel quadro d’un programma che vede la Regione Piemonte trasformarsi in un’enorme piattaforma logistica per tutto il Nord Ovest. La svolta è data dal coinvolgimento della A.P. Møller – Mærsk, nota soprattutto come Maersk, il colosso danese con attività in diversi settori del trasporto marittimo, energia e cantieristico navale, oltre ad essere il più grande armatore di navi mercantili nel mondo, che sta investendo 300 milioni per realizzare a Vado Ligure (porto di Savona) un terminal per l’ortofrutta di importazione. Anche stavolta noi di Alessandria Oggi avevamo trattato per primi, tra il silenzio generale (dei soliti pennivendoli, dei soliti politici e della stessa Arpa che si è svegliata solo nei giorni scorsi) il problema dei porti nella nostra esauriente intervista video a Tino Balduzzi di un anno fa (clicca Report 7 e Terzo Valico: https://www.alessandriaoggi.info/index.php?option=com_k2&view=item&id=15:prima-puntata-terzo-valico-e-alessandria-calcio&Itemid=163) dove si evidenziava l’inadeguatezza del porto di Genova a causa del suo fondale limitato che non scende oltre i 15 metri mentre le grosse navi mercantili pescano fino a venti metri e più, per cui è più adatto il porto di Savona-Vado Ligure che ne consente l’attracco. Ed è per questo che Maersk, che di navi e di porti si intende parecchio, Genova non l’ha neppure presa in considerazione.
Questo è il vero motivo per cui la sindaca di Alessandria ha fatto dietrofront e non per il fatto che Arpa s’è accorta – tardi, anzi tardissimo – dell’inquinamento irreversibile che lo smarino procurerebbe alla nostra falda acquifera nel caso fosse scaricato nelle cave alessandrine.
Mentre qui ad Alessandria si dice di no alle discariche e quindi si da ad intendere che, ancorché implicitamente, si è contrari al Terzo Valico (ma si salvano solo la faccia perché lo faranno lo stesso) ad Orbassano c’è il Caat, il centro agroalimentare che movimenta ogni anno mezzo milione di tonnellate di ortofrutta, il 30% delle quali arriva dall’area di Savona su Tir.
A questo proposito si è pronunciato il governatore Sergio Chiamparino che ha annunciato l’avvio entro l’anno del primo treno merci sperimentale da Vado che servirà a collaudare la linea in via di ultimazione. Il governatore ribadisce “che il Nord Ovest nel suo insieme è una piattaforma logistica con grandi potenzialità competitive rispetto a quelle del Nord Europa come Rotterdam e Anversa” che comprende le opere di lungo periodo, come il Terzo Valico, la Torino-Lione, il corridoio Est-Ovest dell’Alta Velocità e il collegamento con la Svizzera.
Ed ecco che, nonostante gli annunci mandrogni, rispunta il Terzo Valico che secondo il governatore giocherà un ruolo importantissimo nel progetto (vedere cartina tratta dal quotidiano La Stampa).
Non basta perché proprio oggi pomeriggio alle tre nell’auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo si terrà un interessante convegno organizzato dal professor Giorgio La Malfa (nella foto) per conto della Fondazione Ugo La Malfa, dal titolo “Piemonte industriale in trasformazione. Ruolo del credito, dell’innovazione, delle start-up”, presenti autorevoli relatori quali lo stesso Giorgio la Malfa, presidente della Fondazione, Sergio Chiamparino, Antonio Patuelli presidente Abi, Gian Maria Gros-Pietro presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo e membro del Consiglio di Amministrazione presso l’università Luiss Guido Carli a Roma, Piero Fassino sindaco di Torino, Mauro Moretti amministratore delegato e direttore generale del gruppo Finmeccanica, Camillo Venesio Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca del Piemonte e Alfredo Altavilla direttore generale delegato di Fca.
Certamente si parlerà di logistica e di porti, ma anche di Torino-Lione e di Terzo Valico. Per Giorgio La Malfa il Piemonte sta risollevandosi dalla crisi e bisogna essere pronti a cogliere i segnali di ripresa, accompagnarli e consolidarli. Ma per farlo servono i numeri, e questi li fornisce Gabriele Barbaresco dell’Area studi di Mediobanca che ha analizzato l’evoluzione di questo modello confrontandolo anche con il resto d’Italia. Il fermento della riscossa piemontese sarebbe dovuto alla performance delle medie imprese che anche nel corso della crisi sono riuscite a difendere l’occupazione e che dal punto di vista della produzione del valore aggiunto sono state più virtuose delle grandi in un periodo compreso tra il 2005 e il 2014. Si tratta di realtà produttive radicate sul territorio che non hanno delocalizzato.
Loro sono viste come i futuri protagonisti d’una ripresa che deve essere sorretta da azioni di sistema. E la logistica, in questo scenario, riveste un ruolo da protagonista.


Leave a Reply
Devi essere connesso per inviare un commento.