
dal Mocca di Alessandria (Alessandria 1 – Pro Piacenza 1) – All’andata era stata goleada mandrogna al Garilli, nonché prima buona prestazione in campionato col lancio definitivo di Marras e Boniperti esterni d’attacco a fianco d’un centrocampo ridisegnato per l’assenza di Loviso. Da quella partita la squadra è via via migliorata, sia in termini di classifica che in termini di gioco arrivando ad essere la capolista. Oggi, come allora, la squadra grigia arriva da una vittoria non suggellata da una prestazione all’altezza benché, stavolta, larga nel punteggio.
Come nella partita vinta domenica scorsa a Bergamo, l’Alessandria parte facendo mezzora di calcio finto, giocato ai ritmi tipici di una selezione di Villa Arzilla. Poi arriva il golletto di Vitofrancesco al 30’ e le cose sembrano sistemarsi: due accelerazioni, un gol e una buona opportunità con Iocolano. Dopo il riposo (5’ st) ci pensa Sirri a complicare e complicarsi la vita con un fallo da ultimo uomo sull’ex Rantier: il cartellino rosso comminato dall’arbitro al nostro bulletto è in realtà la punizione più lieve che potevamo subire nella fattispecie perché in caso di applicazione della regola del vantaggio, come da regolamento, sarebbe stato un autentico disastro per la truppa del Gregu. Ma già così non è cosa da nulla: difendere il vantaggio in dieci (è il meno) e ripristinare la coppia difensiva centrale (è la parte più complessa dell’operazione). Dentro quindi il legnoso Terigi e fuori l’impalpabile Bocalon: mi chiedo cos’altro avrebbe potuto fare il mister in quella situazione, se non togliere uno dei tre attaccanti (il meno portato a difendere e a portare palla) per uno stopper. In campo, da lì in poi, saltano gli equilibri e i piacentini trovano benzina insperata con la reale possibilità di uscire dal Mocca per lo meno imbattuti. La ripresa infatti è un’autentica Via Crucis per i Grigi e tutto il popolo mandrogno presente al Mocca (di supporter emiliani nemmeno l’ombra), con la tappa fondamentale del gol del pareggio di tal Barba (30’ st) che ribadisce in gol una splendida punizione battuta da un nostro ex transalpino già citato ribattuta dalla traversa. Anche l’ultimo quarto d’ora della partita è caratterizzato dalla padronanza del campo da parte del Pro Piacenza che, per poco però, non capitola al 3’ di recupero, ma Nicco e la Dea Eupalla si mettono in società per sancire un pareggio che va stretto agli ospiti che hanno sciorinato un’ottima prestazione e ci hanno mostrato un allenatore in panca che ha saputo sfruttare al meglio la superiorità numerica, cosa men che banale soprattutto quando devi recuperare un risultato. Adesso gli scienziati di casa nostra (dirigenti, giornalisti e tifosi, nell’ordine) se la prenderanno con il Nostro Caro Angelo ed il glorioso percorso in Timcup per l’obiettivo principale della stagione che svanisce anziché, ognuno per propria parte, riconoscere gli errori di costruzione di questo super organico. Ed è per simili situazioni affrontate in questo modo che questa città da oltre quarant’anni è fuori dal calcio vero.
IL TABELLINO
Alessandria: Vannucchi, Celjak, Sabato, Vitofrancesco (C), Sirri, Sosa, Fischnaller (dal 67’ Marconi), Nicco, Bocalon (dal 53’ Terigi), Branca, Iocolano (dal 57’ Marras). A disposizione: Nordi, Morero, Sperotto, Terigi, Guerriera, Loviso, Mezavilla, Boniperti, Marras, Marconi. All. Angelo A. Gregucci
Pro Piacenza: Fumagalli, Calandra, Ruffini (dall’84’ Cardin), Gomis (dal 18’ Schiavini), Piana, Bini (C), Rantier, Carrus, Orlando (dal 63’ Speziale), Aspas, Barba. A disposizione: Bertozzi, Sall, Cardin, Maietti, Schiavini, Martinez, Cassani, Speziale, Annarumma, Bignotti, Alessandro. All. William Viali
Gol: 31’ Vitofrancesco (A), 76’ Barba (A)
Arbitro: Riccardo Panarese di Lecce
Guardalinee: Andrea Zanetti di Portogruaro, Michele Nocenti
Ammoniti: 38’ Sabato (A), 39’ Schiavini (PP), 46’ pt Nicco (A), 70’ Aspas (PP), 84’ Calandra (PP).
Espulsi: 49’ Sirri (A), 91’ Calandra (PP).
Corner: 3-2
Recuperi: 1+4
Spettatori: 2.578

LE PAGELLE
Vannucchi 6,5 – Ci arriva appena sulla punizione di Rantier e non basta ma per il resto si fa apprezzare, soprattutto nella ripresa.
Celjak 5,5 – Dalla sua fascia non nascono mai situazioni importanti, né in fase propositiva né in quella difensiva e lui ne è il responsabile, nel bene e nel male.
Sabato 6,5 – L’umile alla ribalta. Sulla nostra fascia mancina si sviluppa la partita: lui c’è ma non fa miracoli.
Vitofrancesco 6 – Tiene la posizione di mezzala destra in punta di piedi, segna un bel gol contestato dagli emiliani.
Sirri 4 – È il classico giocatore che, ad intermittenza, ti fa perdere le partite. Ormai dovrebbero conoscerlo bene tutti, già che è da un pezzo che è qui, regalo avvelenato di altre gestioni.
Terigi ( dal 5’ st ) 6 – Legnoso come mai se la sbriga con grande applicazione
Sosa 5,5 – Male non fare, paura non avere. Ma non basta.
Fishnaller 5,5 – Pallido, prima fa la punta a sinistra poi centravanti ma, in ogni situazione, non ce la fa a decollare per far vedere il giocatore che eravamo convinti di avere ingaggiato.
Marconi ( dal 21’ st ) sv
Nicco 6 – Tanto. Tanto il lavoro, tanta l’applicazione, tanto pesante l’impatto sulla partita. Se avesse segnato a tempo scaduto su facile tocco sotto misura sarebbe stato l’eroe.
Bocalon 5 – Gioca un tempo ( o così ci hanno detto ) poi viene sostituito grazie alle minchiate di Sirri.
Branca 5,5 – È sfiatato e, giocare play, dovrebbe aiutarlo, invece no.
Iocolano 6 – In certi momenti è addirittura sfavillante ma esce al 12’st per un malanno .
Marras ( dal 12’ st ) sv – Potrebbe, dovrebbe ma sarebbe da solo.





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