
dal Mocca di Alessandria – La frenata casalinga dei Grigi contro il Pro Piacenza ha scatenato sui giornali e sul web (che a volte sono la stessa cosa, in questa città dove va tutto al contrario…) i soliti pennivendoli con le loro le minchiate fotoniche tipiche quali: i giocatori si trastullano nel tempo libero; la preparazione fisica è sbagliata; il mister, che fino ad un mese fa valeva per lo meno José Mourinho, adesso non capisce più un cazzo; l’organico, che a Luglio doveva dare 10 punti a girone alla seconda, adesso è formato solo da “mercenari”; il DS, che a luglio aveva perfezionato la costruzione di una corazzata, adesso sarebbe sì e no un apprendista mastro d’ascia turcomanno; il presidente Di Masi, che ha sganciato una follia per vedere i Grigi vincere il campionato offrendo al pubblico un calcio offensivo e di qualità, è stato “sbugiardato” da qualche dietrologo professionista che riporta l’idiozia del secolo: “Non vogliono andare su!”; per qualche scienziato della pelota poi bisogna richiamare Scienza in panchina, o forse ci vuole Novellino, anzi, a pensarci bene, è meglio Ancellotti fino a giugno; il percorso travolgente di Timcup poi, secondo molti, sarebbe stato fatale per le fragili ossa, i muscoli di cartapesta e la zucca irrimediabilmente vuota dei nostri 24 (!) campioncini ; il DS ce l’ha col Mister, il Mister ce l’ha col DS, Borio ce l’ha con tutti e due perché si è fermata la vendita dei babacini e Di Masi in sede rincorre tutti con lo staffile.
Queste sono solo alcune delle innumerevoli belinate che ho letto e sentito in questi primi giorni di quaresima a proposito della crisi grigia. E sapete qual è il bello? Che queste indiscrezioni trasudano dai muri degli uffici della Società, dagli spifferi maledetti alimentati dagli amici degli amici, lasciando intendere che in sede sia scoppiata la guerra del “tutti contro tutti”. Non che fra i tifosi gli armistizi siano gran che praticati di questi tempi, con gli ideologi da operetta che sentono la loro leadership messa in pericolo da orde di nuovi tifosi che occupano la curva ad intermittenza, senza ottenere da questi intrusi il rituale bacio dell’anello. Se poi parliamo dei soliti noti della stampa sportiva nostrana la situazione non migliora certo. Il G.C. Penna Furente infatti se la prenderebbe con tutti ma in realtà non se la può prendere con nessuno: né col DS, né col Mister, né tanto meno con Di Masi, se no la penne che porta sulla testa i tre gliele riposizionano alla moda del pavone. E se certi tifosi vogliono rivedere i loro concetti pubblicati da Penna Fotocopiante dovranno aspettare un po’. Infatti bisogna tener conto che anche il Grande Capo tiene famiglia e fin che non riesce a capire dove si va a finire meglio usare i virgolettati, così non si incazza nessuno. Intanto si sta organizzando il lancio del bambino, rigorosamente nella bacinella insieme all’acqua sporca: lo sport preferito dai perdenti senza cultura né intelligenza.

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