
dal Mocca di Alessandria (Alessandria 0 – Mantova 0) – Una trentina di punti di differenza in classifica e non vederli: la morale di questa partita. Una partita che per l’Alessandria rappresentava una ghiotta occasione per migliorare la propria posizione nello schieramento play off mentre per i Virgiliani, che ben difficilmente si schioderanno da uno scomodo terzultimo posto, solo una prova generale con i costumi di scena in vista dei play out. Il 4-3-3 del Gregu prevede Celjak, Sosa, Morero ed il redivivo Manfrin in difesa; Vitofrancesco, Branca e Nicco in mezzo con Boniperti, Bocalon e Iocolano davanti. Prina invece opta per un 3-5-2 abbottonato, benché faccio ancora fatica a capire di cosa se ne faccia di un pareggio il Mantova il quale, uscendo imbattuto dal Mocca, non ha certo migliorato la propria posizione. Attenzione: non sto dicendo che i Biancorossi dovessero fare la vittima sacrificale bensì che mi sarei aspettato un atteggiamento più spregiudicato da parte loro ma evidentemente i nostri, benché poco ispirati, non hanno mai prestato il fianco ai loro contrattacchi. L’Alessandria comincia l’incontro ruminando gioco e il primo quarto della contesa è una dose formidabile di Valium per i 3000 presenti sugli spalti. Giusto al 34’ pt sappiamo che in campo c’è pure Bocalon grazie ad una sua girata strozzata dai 10 metri che Bonato para salutando la fidanzata in tribuna. Poi 5 minuti dopo una zuccata di Morero esce di poco a lato: troppo poco per una corrazzata che cannoneggia un cacciatorpediniere in avaria. La ripresa riprende il copione del film già visto nella prima parte e, non cambiando né interpreti, né registi, né, soprattutto, sceneggiatori non si può pretendere nulla di diverso. Inoltre sarebbero i nostri esterni quelli deputati a dare cambio di passo ed imprevedibilità a tutto il meccanismo ma Boniperti è al rientro dopo un lungo stop e ci va cauto mentre Iocolano parte spesso da fermo ed è controllato con efficacia da Lo Bue. Giusto Lo Bue il quale, non appena si presenta l’occasione, ribalta l’azione dei suoi con inserimenti veloci e profondi. Al quarto d’ora della ripresa una possibile svolta: Morero, già ammonito, affronta Gonzi che si invola palla al piede per una trentina di metri in verticale e si becca il rosso. Grigi in dieci e Mezavilla in maschera entra per fare il difensore centrale al posto di un Boniperti che si stava spegnendo definitivamente. Per assurdo è proprio il quarto d’ora passato in inferiorità numerica il periodo migliore dei mandrogni e così Di Santantonio, avendo evidentemente colto questo curioso particolare, pensa che ristabilire la parità numerica sia un’ideona e così schiaffeggia platealmente la palla e si fa mandare negli spogliatoi grazie al rosso sventolato dall’arbitro e ai simbolici calci nel sedere assestati da Prina al suo sventurato ragazzotto (siamo alla mezzora del secondo tempo). Si ritorna quindi al refrain di giornata e non sono certo le due sceneggiate napoletane del neo entrato Iunco ad impietosire avversari ed arbitro. C’è ancora un colpo di Mezavilla (43’ st) che tenta dall’out sinistro di insaccare ma colpisce il palo con il portiere però sulla palla e così neppure il recupero porta emozioni, anzi, è il Mantova a creare una situazione interessante in contropiede. In sala stampa Gregucci sottolinea la prova sotto tono dei suoi soprattutto nella fase di rifinitura dell’azione, fase in cui i suoi ragazzi non hanno mai impensierito né messo pressione ai pur modesti avversari. Fine delle trasmissioni e speriamo che gli spareggi rivelino una squadra diversa, dotata di una personalità ed un’autorevolezza decente perché incontrare avversari con istinti suicidi, come successo per esempio a Gorgonzola e a Renate, non è la norma, soprattutto nei play off.
IL TABELLINO
Alessandria: Vannucchi, Celjak, Manfrin, Vitofrancesco, Morero (C), Sosa, Boniperti, Nicco, Bocalon, Branca, Iocolano. A disposizione: Nordi, Sperotto, Guerriera, Sirri, Benech, Loviso, Mezavilla, Cittadino, Iunco, Fischnaller, Principe. All. Angelo Gregucci
Mantova: Bonato, Lo Bue, Scalise, Scrosta, Trainotti, Carini, Di Santantonio, Raggio Garibaldi (C), Samb, Tripoli, Gonzi. A disposizione: Pane, Longo, Perpetuini, Zammarini, Masiello, Maggio, Beretta, Marchi. All. Luca Prina
Arbitro: Fabio Piscopo di Imperia
Guardalinee: Antonio Spensieri di Genova, Christian Zanardi di Genova
Ammoniti: 27’ Trainotti (M), 51’ Di Santantonio, 54’ Morero (A), 91’ Bonato (M)
Espulsi: 59’ Morero (A), 75’ Di Santantonio (M), 77’ Prina (Allenatore del Mantova)
Corner: 4-3
Recuperi: 5+1’ 30”
Spettatori: 3.053

LE PAGELLE
Vannucchi 6 – Lavoro davvero poco. Si va a cercare un fallo in attesa di un rinvio e l’arbitro abbocca.
Celjak 5,5 – Vado, non vado, crosso o tiro, la passo o la tengo: poche le scelte azzeccate.
Manfrin 5,5 – È al rientro dopo il disastro muscolare di Marassi e fa l’ordinato ma non accende la luce
Sperotto ( dal 38st ) sv
Vitofrancesco 6 – Mezzala destra più geometra che architetto, più calma che frenesia.
Iunco ( dal 36’st ) sv – Da molto termpo non ci delizia e pare intenzionato a continuare così
Morero 5,5 – Non è solo né tutta colpa sua in occasione del secondo giallo. Sul primo però …
Sosa 6 – Ruvido ed applicato; fin troppo ruvido, giustamente applicato
Boniperti 5,5 – Al rientro dopo un lungo stop; gioca un’oretta così così, senza mai tentare di creare superiorità numerica nell’uno contro l’uno
Mezavilla ( dal 18’st ) 6 – Pur essendo in maschera non balla, per fortuna. Chiamato a ricomporre la linea difensiva lo fa bene e prende pure un palo sul finire della partita.
Nicco 6 – Galoppa nella sua zona di competenza ma qualche volta è davvero impreciso
Bocalon 5 – Una girata abortita, goffi corpo a corpo ingaggiati con i difensori avversari e null’altro.
Branca 6,5 – Si innervosisce subito ma riprende lucidità e mena la danza come può visto che gli altri lo assecondano poco
Iocolano 5 – Parte sempre palla al piede e la cosa non aiuta né lui né i compagni. Stavolta la giocata magica non arriva in compenso arrivano solo grane.



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