
dal Mocca di Alessandria – Ci sta ancora una puntata interlocutoria di questa rubrica prima della valanga di novità in arrivo dall’imminente conferenza stampa dall’Alessandria Calcio. Fin qui Alessandria Oggi, alla fine della stagione sportiva 2015/2016, ha tentato di avanzare una serie di ipotesi circa la volontà di rinnovamento da parte di Patron Di Masi riguardo a uomini e filosofia del club. Una filosofia triste se è vero che in questa squadra, l’Alessandria, manca il sorriso. Sia in allenamento che alla vigilia d’una gara, le labbra dei giocatori, dello staff e dei dirigenti, assumevano quella piega “all’ingiù” indice di malinconia che non è, in questo caso, come dice il saggio, “La felicità di essere triste”, ma tristezza e basta, della serie: “son qui ma vorrei essere a mille chilometri da qui”. Sapete chi mi aveva fatto notare questo particolare? Proprio Di Masi, il quale, in apertura d’una vecchia conferenza stampa, aveva pubblicamente annotato questo aspetto ma nessuno aveva dato peso alla cosa, tutti presi da moduli e da altre stronzate. D’altra parte, chi non capisce una beata minchia di calcio, paradossalmente tende a discettare proprio di ciò che non sa. Lì per lì, per fare tornare il sorriso a tutto il gruppo, pensavo bastasse allontanare Penna Urticante dalla vista di squadra e seguito: mi sbagliavo. Il problema non era proprio di così facile risoluzione. Pretendere poi che Magalini si rivelasse cabarettista provetto era sperare troppo, anche perché il DS mi ha sempre dato l’aria di cercare sponde nell’evidenziare falle nel lavoro altrui per tirare a campare con gli alibi propri. Eppure non si tratta d’un gruppo di giocatori composto da ragazzini di primo pelo ammazzati dalle responsabilità né, almeno per la gran parte, di vecchi e frusti mestieranti arrivati al capolinea da tempo e che, grazie ad antichi ricordi di dirigenti senza idee, arraffano gli ultimi ingaggi. Per strappare un sorriso, poi, non serve ingaggiare Mister Bean come Team Manager al posto dell’ avvocato La Rosa, peraltro uno dei più serafici e ridanciani membri della compagnia anche perché, dopo tanti anni di calcio professionistico sul groppone, gode naturalmente della forza dei nervi distesi. Quindi bisogna che i giocatori in futuro acquisiscano la consapevolezza della propria forza, la sicurezza che allenarsi a vincere sia l’unica via in grado di garantire soddisfazioni personali e gratificazioni professionali, e che non aspettino altro che arrivi il momento della partita per poter dimostrare tutta la loro forza e la serietà degli allenamenti svolti in settimana. Ma il sorriso ritorna soprattutto quando l’ambiente che circonda la squadra è sereno e sicuro della bontà delle scelte a monte. Poi vorrei comunicare ufficialmente al Presidente Di Masi, che la settimana scorsa ho invitato a tacere se non avesse avuto nulla da dire, di continuare a seguire i miei consigli anche se con giudizio in quanto con l’ennesimo rinvio della conferenza stampa ne andrebbe della salute fisica, e non solo, di Penna Agonizzante. Un biennale al Servili di questi tempi e il divorzio dal Team Manager: due notizie di terza categoria in quindici giorni sono davvero poca cosa per alimentare la grafomania della nostra Premio Pulitzer con le piume sulla zucca. Inoltre con Magalini che, ormai relegato sul ballatoio, tenta di leggere il labiale di chi ha il mazzo in mano al di là della porta finestra chiusa, per Penna Orecchiante si sono interrotti i flussi di notizie di prima mano. Per carità, qualche informatore da sottoscala le è rimasto, ma sono pochi e, soprattutto, si annidano fra tifosi eccellenti e tutti comunque collegati direttamente a personaggi interni alla società di cui, uno in particolare, sedicente dirigente dei tifosi ma, nel contempo, compagno di bisbocce di qualche “Richelieu de noantri” il quale crede di aver inventato la penicillina ed invece lo stanno strumentalizzando come un pirla. Peccato, perché alla fine di una stagione che, per alcuni versi, è stata deludente e, per altri, davvero esaltante, non è giusto che finisca in una rissa del tipo: tutti contro tutti. Che se poi Penna Destabilizzante si incazza, ci mette un minuto ed uno schiocco di dita ad organizzare trasferte per i tifosi grigi al seguito di una locale squadra di tamburello, svuotando così il Mocca di gente (sempre che azzecchi la data giusta). Attento quindi Di Masi a non tirare troppo la corda se no si mette pure in piedi una bella sottoscrizione sotto l’egida del fogliaccio illeggibile di Penna Finanziante per raccogliere fondi in vista di un robusto e democratico azionariato popolare per rilevare e gestire l’Alessandria Calcio. E, come ben sappiamo, un azionariato popolare organizzato da una città opulenta come la nostra sarebbe un autentico spauracchio, anche per Di Masi. Quindi achtung dear president che ancora fischia il vento. Ma quello alessandrino che i nostri nonni chiamavano zuerda slaia “zerda gelata”.

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