
È trascorso un mese dal 23 maggio, da quando cioè BPM e Banco Popolare hanno definito la governance della nuova e futura entità bancaria. Occorrerà tuttavia attendere il definitivo passaggio previsto per il prossimo ottobre per avere informazioni più operative. Ci sarà quindi un nuovo Consiglio di Amministrazione del Nuovo Banco-BPM. Un Alessandrino (in quota Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria) sale sugli scranni della (futura) terza Banca italiana: Carlo Frascarolo (nella foto). Già presidente di Cassa di Risparmio di Alessandria ed attuale membro del cda della BPM, ora dovrà farsi largo tra spinose questioni locali relative alla valorizzazione del personale della ex Cassa di Risparmio di Alessandria ed ovviamente il mantenimento delle ex filiali, con particolare attenzione a quelle presenti in Alessandria. Occorrerà portare all’interno di un aggregato nazional-popolare le istanze di un territorio, quello alessandrino, che per tradizione e vocazione è differente in modo sensibile da quello novarese. Sembra quindi auspicabile che la poderosa struttura operativa della ex Banca Popolare di Novara venga orientata verso un ruolo di centralità per il Piemonte Nord (Valle d’Aosta, Torino, Novara, Vercelli, Biella, Verbano). Per la parimenti rilevante e valente struttura della ex Cassa di Risparmio di Alessandria, ben si può pretendere di ritagliarsi una Direzione regionale Piemonte Sud (Cuneo, Asti, Alessandria, Liguria). È evidente che il mantenimento dell’ autonomia d’una banca locale non è più possibile, tuttavia la valorizzazione di quanto già c’è in Provincia di Alessandria è concretamente auspicabile. Resta altrettanto evidente che la costruzione di autonomie decisionali locali passa attraverso la valorizzazione del territorio e delle persone che ci lavorano. Un compito quindi impegnativo attende Carlo Frascarolo. Staremo a vedere.

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