Braglia è stato presentato lunedì scorso durante una conferenza stampa a dire il vero un po’ soporifera. Che belli i tempi in cui un mister, appena arrivato in Alessandria, dichiarava urbi et orbi “ Spaccheremo il Moccagatta!” e poi: “Riporteremo la gente allo stadio con la forza del bel gioco!” oppure, rivolto al DS, per l’occasione verniciato di nero assoluto, “ tu portami i giovani che poi i piedi buoni glieli faccio venire io! “. Allora la maggioranza della platea dei giornalisti mandrogni, più o meno quella attuale, gongolava con gli occhi lucidi, donne comprese e nessuno che gli fosse venuto il dubbio: “ ma che cazzo stanno dicendo ‘sti quattro incompetenti ( Presidente, Padrone, mister e DS)? Caro Braglia, mi dispiace doverglielo dire ma quelli si che sono gli allenatori (e i DS) che vanno bene a certi giornalisti alessandrini. E andavano bene al punto che da quel dì di giugno fino all’ inverno successivo la Società, il Cerchietto Magico formato da alcuni cronisti (donne comprese) e sedicenti tifosi eccellenti erano una cosa sola. Di più: le notizie arrivavano in prima municipale a pochi eletti, elette comprese, e le strategie del disastro dietro l’angolo venivano elaborate in cene carbonare dove il nemico pubblico era il sottoscritto. Ma, passati i mesi delle chiacchiere, si deve giocare e allora sono cominciati i guai. Ricordo che allora, benché si militasse in C2, il Mocca per poco non è crollato davvero si, ma suicida, per la vergogna e sarebbe stato l’unico caso a memoria d’uomo di un manufatto votato all’autodistruzione senza i dispositivi studiati alla bisogna. In compenso si è autodistrutta una compagine societaria evaporata nel nulla mandrogno, sono arrivate al capolinea carriere promettenti di allenatori, DS e giocatori peraltro appena cominciate e sono infine irrimediabilmente cadute le penne dal copricapo dei Grandi Capi (ma si dice “capesse“ se si tratta di donne?). E lei, neo mister, al primo approccio con il popolo che ha visto nascere Baloncieri e Rivera si limita a rispondere sui moduli difensivi che intende applicare? E lo spiega a chi poi scriverà che “i Grigi giocano con un 4-2-3-1 che in fase di possesso diventa un 3-6-1″? Lei scherza col fuoco. E magari un giorno oserà pure raccontarci (donne comprese) che Conte ha steso la Spagna agli Europei giocando con il libero staccato e cinque-marcature-cinque a cane lupo! Poi, Braglia, a certe domande deve rispondere con precisione, la prego!. Infatti se le viene chiesto in sala stampa quanti saranno i giocatori che arriveranno dal mercato lei deve informare esattamente il popolo se saranno quattro – o – cinque, e non limitarsi a dichiarare con nonchalance “ quattro o cinque”, lasciando certi giornalisti, donne comprese, nel dubbio. A fronte poi di una precisa domanda: “In che ruoli cercate rinforzi dal mercato“? Lei osa rispondere “che siano difensori o centrocampisti l’importante è che siano uomini oltre che buoni giocatori”. Ed eventualmente si trattasse di donne non sarebbe contento? Lo sa che questa sua perentoria risposta sfiora l’omofobia? Lo sa che ha detto questa cosa in presenza di un membro storico della Consulta femminile? E lo sa che noi prosperiamo in una città governata da donne? Ma cosa vuol farci credere? Forse che un manipolo di professionisti maschi, seri e motivati, volitivi in campo e corretti nei rapporti con i compagni, disponibili a darsi una mano sul campo, magari integrati da giovani dotati, di buona scuola e con la voglia di brasare l’erba pur di arrivare, servano per lottare fino all’ultimo per arrivare primi nel girone? Braglia, ma da dove arriva? Da Lecce? Ma lo sa dove militava il Lecce mentre noi stavamo stravincendo il nostro girone di Eccellenza Regionale? Se lo lasci dire da uno che sa cosa sia davvero la leggendaria maglia Grigia, che ha visto indossata con onore, per esempio da Montante e Boyomo anche a Cerano: i campionati si vincono, al contrario di quello che pensa lei che ne ha vinti troppo pochi, con i participi presenti. Del tipo “vincente”, “arrembante” (sul campo), “noncurante” (dell’avversario), “attaccante“ (da interpretare in entrambe le declinazioni). E insisto sui participi presenti perché come primo, leale e fedele alleato avrà la fortuna di avvalersi su questa piazza del Grande Capo Penna Cadente (participio presente del verbo cadere, ovvero “colui che sta cadendo“). Ma temo che si sia già fatta riconoscere con il nomignolo di Penna Invadente (ovvero: colei che sta triturando le palle al prossimo).

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