Alessandria (Piercarlo Fabbio) – “Il partito è da ricostruire” mi pare la più realistica delle ammissioni (fatta addirittura da Coloris segretario in pectore; il che significa che il partito non c’era) sentite in sede di commento alla “notte dei lunghi coltelli” di giovedì che ha investito il Pd e che ha cancellato dal board del partito quei dirigenti che avevano una posizione critica nei confronti di Rita Rossa. La stessa posizione che ha la città. Ed è proprio la minaccia di andare a misurare con un sondaggio questo gradimento che ha fatto saltare il banco. Ha vinto Rita Rossa? Non penso. Piuttosto ritengo che un partito “multianime” come dovrebbe essere il Pd, esca fortemente ridimensionato da questa vicenda. Qualcuno deterrà più potere? E allora si svilupperà una guerra – o una guerriglia – sotterranea, che finirà per indebolire l’azione del partito, proprio quando quest’ultima si dovrebbe rivolgere alla città per le prossime amministrative, facendo diventare di fatto il Pd stesso una forza politica inaffidabile per sostenere una prossima governabilità locale.
Quanto a Rita Rossa, ha preferito, al solito, la forza alla ragione, i muscoli al confronto. È il suo stile, nulla di nuovo sotto il sole. Fa così in Comune da quando è stata eletta, e perché mai il metodo applicato, miope fin che si vuole, non dovrebbe essere attuato anche per il Pd? Democrazia a parte, tutto pare funzionare per la signora che ha inventato il fallimento come lotta politica. Ma la strada è ancora lunga.
FATTO FUORI IL SEGRETARIO BRINA LE TRUPPE CAMMELLATE DI RITA ROSSA SONO AL LAVORO

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