Casale Monferrato – Ammonterebbe a poco più di 170.000 euro l’ammanco documentato dal 2006 al 2015 dalla Guardia di Finanza di cui sarebbero responsabili i precedenti vertici della Croce Rossa cittadina. Secondo le Fiamme Gialle, che hanno concluso le indagini iniziate l’anno scorso su provvedimento dell’autorità giudiziaria di Vercelli, cinque ex dirigenti della Croce Rossa sarebbero responsabili di peculato e di sottrazione di beni e denaro da destinare agli assistiti in difficoltà. Si tratta di Giulio Prosio, a lungo presidente del comitato casalese (fino al 2010), Anna Patrucco che svolse compiti di contabilità, Angelo Patrucco suo fratello, poi volontario, Roberto Zanforlin, autista di ambulanza e Fabio Gallione, torinese, che, fino a un anno fa, era dipendente amministrativo, licenziato per giusta causa dall’attuale presidente Anna Chiara Bossi. Sono stati i nuovi responsabili del comitato casalese a denunciare l’ammanco, pari a poco meno del 20% degli introiti annuali essendo pari ad un importo che non arriva a 20.000 euro su un bilancio di circa 500.000 euro all’anno. I finanzieri, su provvedimento dell’autorità giudiziaria vercellese, hanno perquisito le loro abitazioni, per cui è stato possibile rilevare l’utilizzo di tessere benzina dell’associazione per il rifornimento delle auto personali, nonché quelle del supermercato per l’acquisto di beni ad uso personale (piccoli elettrodomestici, capi di abbigliamento, prodotti per la casa, cosmetici, superalcolici, cibo per animali, farmaci per patologie sofferte dagli interessati, ecc.), facendoli apparire, invece, come destinati alle famiglie indigenti. Sono emersi anche spese per oggetti personali e viaggi effettuati dagli indagati o dai loro parenti, estranei all’ambiente della Croce Rossa, mascherati da rimborsi.
Cinque ex responsabili della Croce Rossa casalese indagati per peculato
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