Alessandria (a.g.) – Nonostante tutto non ha ancora perso il sorriso la signora Maurizia. Ultimamente la vita per lei, come per tantissimi italiani (e sono sempre di più), non è stata facile a causa d’una crisi maledetta che non accenna a passare, dovuta al disastro planetario seguito allo scoppio della bolla speculativa nel settore immobiliare degli Stati Uniti del 2007 che determinò il
crollo dei titoli subprime, cioè i mutui concessi a clienti ad alto rischio, in massima parte inesigibili, e trasformati in titoli dalle banche per liberarsene e collocarli sul mercato. A distanza di nove anni la conseguente recessione non è ancora finita e sono in molti, anche qui da noi, a subirne le conseguenze.
Come la signora Maurizia Partegato di Alessandria, 58 anni, già residente in Via Lombroso 30, alle spalle un’attività da commerciante nel negozio ereditato dai genitori, una casa ad Alessandra ed una a Loano, ma ora senza fissa dimora perché tutto è finito nella mani dei creditori, Restiani in testa (quello del riscaldamento), è lei è in mezzo ad una strada. Nel novembre scorso aveva scritto una lettera (pubblicata a pie’ d’articolo) alla prefetta Romilda Tafuri (nella foto a lato) con la quale, avendone titolo in quanto presidente di un’associazione, chiedeva di avere in affido tre extracomunitari per cui, grazie ai rimborsi riconosciuti dal ministero dell’interno, avrebbe potuto dimostrare un reddito ed iniziare a pagare i creditori. Il debito complessivo è di circa 60.000 euro, ma con un piano di rientro concordato in circa tre anni avrebbe potuto pagare. Tuttavia dalla prefettura non è giunta nessuna risposta a dimostrazione che, anche ad Alessandria, l’affidamento degli stranieri è appannaggio esclusivo delle cooperative che fanno business. Non c’è speranza per chi ha bisogno di soldi ed ha una casa che potrebbe mettere a disposizione, ricavando un reddito per tirare avanti e fornendo anche un’assistenza certamente migliore di quella delle cooperative rosse e bianche dove gli ospiti sono solo dei numeri. Dalla signora Maurizia i tre migranti sarebbero stati a casa loro, fra amici, ma lo Stato questo non lo prevede. La cosa è grottesca, tenendo conto della scarsità di strutture, ma ancora una volta Profugopoli ha vinto, anche se i migranti protestano e le persone che potrebbero accoglierne qualcuno, anche se fanno richiesta non sono prese in considerazione.
Prefetta Romilda Tafuri, bastava poco per evitare una tragedia, ma ancora una volta questo lo Stato borbonico che lei rappresenta non ha ascoltato il suo popolo.
Ormai è troppo tardi per rimediare.


