Alessandria (a.g.) – Il nostro sarà anche il Bel Paese, ma è sporco, sia per la corruzione ormai a livelli stratosferici che per il sudiciume delle nostre città. L’altro giorno, passando in bicicletta in Via Marengo, sono rimasto esterrefatto nel vedere una nonna che buttava sotto la panchina dove era seduta col nipotino un cartoncino vuoto di Estathé. Se tanto mi dà tanto – ho pensato – perché meravigliarsi di come è ridotta l’Italia?
Ma il turista francese che dopo circa 1.700 chilometri percorsi in bicicletta per mezza Europa è arrivato oggi pomeriggio in Alessandria deve aver pensato che, a parte il bidet, siamo un popolo di sporcaccioni. Infatti, arrivato in Piazza Marconi con la bicicletta, ha individuato il posto all’ombra dove potersi riposare e consumare uno spuntino ma non sapeva dove sedersi perché le panchine sono dei cessi. Certo è che se non insegniamo ai nostri ragazzi
che su una panchina il culo va poggiato sul sedile e non sullo schienale con le scarpe che solitamente hanno le suole sporche piantate sul sedile, le panchine saranno sempre una schifezza, i giardini pieni di lattine vuote e i turisti scapperanno come hanno fatto ad Ischia per il terremoto che ha fatto giustizia dei ripetuti abusivismi demolendo mezzo centro abitato.
Alla fine il nostro Mario Chichi, vedendolo in difficoltà, si è fermato a dargli una mano per cercargli un posticino abbastanza pulito, e ne ha approfittato per scattare qualche foto che pubblichiamo.
Cicloturista francese arriva in città ma non sa dove sedersi per la sporcizia
