Torino – Qualche dato buono c’è ma il quadro generale non è dei migliori. La relazione redatta da Banca d’Italia, e presentata a Torino, “L’economia del Piemonte” ha fotografato una regione che registra segnali positivi nell’occupazione, +0,5%, e si consolida nella ripresa e negli investimenti. Tuttavia a segnare il passo è la produttività, in particolare nel terziario, e la debolezza del “capitale umano”, con una minore domanda di laureati rispetto alla media del nord italiano. A complicare le cose è l’invecchiamento della popolazione e “la maggiore diffusione delle situazioni di fragilità di impresa” come dichiarato nella relazione. Bene tutti i principali settori per quanto concerne la produzione industriale, ad eccezione di quello dei mezzi di trasporto. Si espandono in modo significativo le esportazioni. Cresce il turismo, mentre è ancora debole il settore costruzioni, soprattutto nel comparto delle opere pubbliche.
La debolezza delle aziende piemontesi sta nell’età avanzata e nella dequalificazione del personale
