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OPINIONI
ECONOMIA e FINANZA

Il successo di Iliad e la concorrenza di Open Fiber affondano le azioni Tim in Borsa

4 Settembre 2018 REDAZIONE ECONOMIA e FINANZA 183

Il successo di Iliad e la concorrenza di Open Fiber affondano le azioni Tim in Borsa

Milano (Carlotta Scozzari di Business Insider) – Il 4 settembre sarà ricordata per Telecom Italia come una giornata di Borsa da dimenticare: in tarda mattinata, le azioni Tim cedono quasi il 6% a quota 0,5226 euro, nuovi minimi a Piazza Affari degli ultimi cinque anni. Sulle quotazioni pesano come un macigno due fattori, tra loro in parte collegati: i numeri del primo semestre appena annunciati da Iliad, la concorrente francese di Telecom da maggio sbarcata sul mercato italiano, e la “bocciatura” del giudizio arrivata dagli analisti di Exane. Questi ultimi hanno tagliato la raccomandazione sui titoli del gruppo guidato da Amos Genish (nella foto) portandola dalla posizione intermedia “neutral” a “underperform”, ritenendo che “faranno peggio del mercato”. In contemporanea, gli esperti di Exane hanno ridotto drasticamente il prezzo obiettivo, da 0,55 a 0,38 euro, vale a dire molto al di sotto dei prezzi di Borsa come visto già ai minimi.
La bocciatura di Exane arriva in un momento in cui Telecom, così come Vodafone, Wind-Tre e gli altri principali operatori telefonici italiani, si trova a dovere fronteggiare la concorrenza particolarmente aggressiva della francese Iliad, sbarcata in Italia sotto la guida di Benedetto Levi lo scorso maggio con una super offerta a prezzi molto competitivi, che ha spinto tutti gli altri concorrenti a “rincorrerla”.
E proprio dai numeri del primo semestre annunciati dal gruppo francese fondato da Xavier Niel sempre il 4 settembre si è scoperto che, nel mese di attività a fine giugno, Iliad ha raggiunto in Italia quota 635mila abbonati, superando poi la soglia di 1,5 milioni all’inizio di agosto. Numeri che fanno ritenere agli analisti di Equita sim che i 2 milioni di abbonati si possano raggiungere già a settembre, in anticipo sul tabellino di marcia. “La progressione della base clienti – commentano da Equita – rimane molto solida, con una crescita di circa 20mila nuovi clienti giorno nel primo mese di attività, proseguito su livelli simili fino al 18 luglio e in accelerazione nella seconda metà di luglio/inizio agosto (probabilmente intorno ai 25mila clienti giorno). Con questo run rate, pur ipotizzando un rallentamento nella seconda metà di agosto, i 2 milioni di clienti dovrebbero essere raggiunti nel corso della prima metà di settembre”.
Più in generale, in Italia, nel primo semestre (di fatto solo un mese di attività), Iliad ha totalizzato ricavi per 9 milioni di euro, con un margine operativo lordo (ebitda) negativo per 28 milioni. La perdita, come spiega il gruppo, “riflette i costi di roaming versati a Wind-Tre, le spese di marketing e di pubblicità per il lancio e lo sviluppo dell’immagine in Italia e gli oneri di struttura”. L’obiettivo resta quello di raggiungere l’equilibrio in termini di ebitda (breakeven) “con meno del 10% di mercato”. Se si considera che al mese di marzo 2018, risultavano poco più di 83 milioni di sim diffuse tra il pubblico, gli 1,5 milioni di abbonamenti di Iliad all’inizio di agosto corrispondono a una quota di mercato di circa l’1,7 per cento.
Dalla relazione semestrale di Tim, del resto, emergeva una certa preoccupazione per l’arrivo in Italia del nuovo operatore di telefonia mobile. “Iliad sa – si legge nel documento che fotografa la situazione al 30 giugno scorso alla voce “rischi connessi alle dinamiche competitive” – ha lanciato i propri servizi di telefonia mobile alla fine di maggio, con l’obiettivo di acquisire il 10–15% del mercato, applicando le medesime strategie già utilizzate per il mercato francese”.
Non solo. Nella stessa sezione dedicata a eventuali problemi legati alle dinamiche concorrenziali della semestrale di Telecom si legge: “Open Fiber e Infratel hanno avviato i loro piani per lo sviluppo di una rete di telecomunicazioni ultrabroadband alternativa a quella di Tim, rispettivamente nelle maggiori città italiane e nelle aree a cosiddetto fallimento di mercato, aprendo una possibile nuova stagione competitiva in queste aree, con impatti sia sul segmento wholesale sia su quello retail”, ossia all’ingrosso e al dettaglio.
Non è un caso che gli analisti di Exane, nel motivare la bocciatura dei giudizio su Tim, parlino esplicitamente della possibile concorrenza di Open Fiber. Che, va ricordato, è una società che opera nella banda ultralarga partecipata al 50-50 da Enel e da Cassa depositi e prestiti (Cdp), con quest’ultima che da qualche mese è anche socia di rilievo di Tim con quasi il 5 per cento.

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