Alessandria – Dovrebbe essere ormai questione di ore l’accordo tra i sindacati e la Cooperativa Vivenda per quanto riguarda le mense valenzane. Dopo una serie di lunghe trattative, l’incontro all’Ispettorato del Lavoro è stato aggiornato per questa mattina.
Resta aperta, invece, la trattativa con Solidarietà e Lavoro per le mense di Alessandria e anche in questo caso oggi si torna al tavolo.
Centododici i lavoratori che dovranno essere assorbiti ma la questione si è fatta più complicata per il fatto che mentre all’inizio i due servizi di refezione scolastica erano legati dal fatto che entrambi erano appaltati alle stesse ditte ossia Alessandria Servizi, Aristor, Sotral ed Elior, successivamente le due amministrazioni comunali, al momento della scadenza, hanno deciso di bandire gare d’appalto diverse.
Incertezza resta sulle ripartizioni dei lavoratori ma se si dovesse risolvere la questione di Valenza anche per Alessandria ci sarebbe maggior chiarezza.
Al centro della questione il taglio di 500 ore di lavoro che i sindacati Cgil, Cisl, Uil (Fabio Favola, Cristina Vignolo e Maura Settimo) ritengono inaccettabile. Inoltre c’è la vicenda del comitato mensa che, viste le incertezze, per protesta ha chiesto ai genitori di non iscrivere per ora i loro figli al servizio.
Parere contrario da parte dell’Assessore Silvia Straneo che ha invece sempre ammesso che la comunicazione con i vari soggetti interessati, direzioni scolastiche, membri del Comitato Mensa, organi di stampa, non è mai venuto meno.
“Venerdì ho sentito personalmente la presidente del comitato mensa per fare chiarezza sul capitolato di gara che disciplina il servizio che sarà erogato. Infine, relativamente al menù, gli uffici hanno già chiarito che temporaneamente sarà servito quello estivo dell’Aristor approvato dall’Asl in vigore fino a giugno” ha sottolineato l’assessore Straneo che ha poi dichiarato, in merito alle riserve mosse dal comitato mensa in relazione sia alla distribuzione dei pasti sia al centro di cottura dell’Artana Alimentare che il Comune “sarà il primo a valutare l’adeguatezza delle strutture per garantire la validità dell’appalto. Ci tengo a precisare che siamo molto attenti a seguire tutto il percorso perché siamo consapevoli di agire nell’interesse e in rappresentanza della collettività ed in particolare nell’interesse dei piccoli cittadini che saranno i fruitori del servizio”.
Resta, dunque, da vedere se il servizio erogato, se dovessero esserci minori risorse, sarà identico a quello precedente.
Il rischio c’è come anche c’è la possibilità che possa esserci un “dimagrimento” delle buste paga.
Ma su questo i sindacati si sono detti pronti a dare battaglia.
Sempre in alto mare la trattativa per le mense ad Alessandria
