Alessandria – È stata accolta con fischi, applausi ironici e la frase “Grazie, Comune” l’assessora Silvia Straneo, giunta ieri pomeriggio assieme ai sindacati all’incontro, tenutosi all’Ispettorato del Lavoro, con la Coop Vivenda, Solidarietà e Lavoro e l’azienda Artana Alimentare.
L’Assessore Straneo è infatti colei che, fin dall’inizio, si è interessata della questione mense alessandrine, una questione ormai divenuta caotica e che ancora non ha trovato una soluzione definitiva.
E ormai tra Comune di Alessandria (e di riflesso anche Valenza, perché la partita finale si gioca sulle due realtà) e i rappresentanti dei 112 lavoratori ex Aristor è scontro aperto.
Ieri, martedì, si è tenuto l’ennesimo incontro tra le parti, sindacati e assessore Straneo dall’una e aziende interessate dall’altra, durato fino alle 20 ma che non ha ancora portato ad una soluzione per i dipendenti interessati.
Vivenda e Solidarietà e Lavoro, rispettivamente per Valenza e Alessandria, sono le due Coop vincitrici dei bandi mentre Artana Alimentare è quella che è spuntata fuori all’ultimo minuto e che si è detta disponibile a fornire del personale per la realizzazione del servizio.
Al termine dell’incontro, secondo quanto riferito dai sindacati, la proposta fatta assieme dalle tre aziende prevedeva 700 ore in meno di lavoro alla settimana, tagli alle buste paga tra il 10 e il 50%, demansionamenti.
L’assessore Straneo invece ha parlato di una proposta “buona ma che purtroppo è stata respinta” ed è stata questa dichiarazione ad aver poi acceso la miccia della protesta da parte dei dipendenti presenti all’incontro.
Lodato l’interessamento di Artana Alimentare, presente Luciano Artana, che, secondo quanto detto dalla Straneo “si è impegnato a riassumere quasi tutti gli uscenti dalle precedenti ditte”.
Quel “quasi” ha però suscitato ancora più proteste e perplessità.
Significa, infatti, centodieci impiegati assunti su centododici con un taglio del 10% sulle ore di lavoro.
“Taglio scaricato tutto sulle spalle dei dipendenti” hanno affermato furenti i sindacati “questa è una questione sociale non da poco che mette in difficoltà oltre 100 famiglie tenendo conto che gli stipendi medi attualmente si aggirano tra i 500 e i 700 euro al mese”.
Non la pensa allo stesso modo l’Assessore Straneo: “un taglio che si può fare grazie a una diversa e più moderna organizzazione del lavoro”.
Insomma, all’orizzonte non pare proprio che si veda, al momento, una soluzione definitiva ad una vicenda che ha tenuto in apprensione per tutta l’estate decine e decine di lavoratori e che, probabilmente, continuerà a farlo.
Intanto le mense hanno riaperto. Da lunedì scorso quelle degli asili nido mentre quelle delle altre scuole apriranno dal 24 settembre ma su chi sarà effettivamente impiegato è ancora tutto da vedere.
“Le aziende appaltanti sono libere di far lavorare chi vogliono” ha semplicemente dichiarato la Straneo.
E per il futuro? “Possono contattare gli ex dipendenti per assumerli eventualmente. So che già qualcuno si è fatto avanti ma a trattative in corso non era possibile” ha risposto lapidaria l’assessore.
I sindacati hanno ribadito guerra a tutto campo.
Vertenza mense, contestata l’assessora Silvia Straneo
