Novi Ligure (Andrea Guenna) – Avevo previsto la vittoria di Rocchino Muliere del Pd al ballottaggio ma mi sono sbagliato. A ben guardare le previsioni sono state contraddette dal calo dei votanti tra il primo ed il secondo turno, tutti del Movimento 5 Stelle, cui si aggiunge forse qualche pigro elettore del Centrodestra.
Stando ai numeri, per i candidati sindaco al primo turno hanno votato 14.289 elettori che al secondo turno sono diventati 11.944, esattamente 2.345 in meno. E se si tiene conto che al primo turno gli elettori di Lucia Zippo erano stati 2.118, si capisce che al secondo turno le truppe cammellate di Grillo sono state a casa. Nonostante l’appoggio dichiarato dalla signora Zippo a Gian Paolo Cabella (nella foto a lato), il neoeletto sindaco della Lega ha registrato una perdita rispetto al primo turno di ben 165 voti mentre Muliere ne ha persi 62. Per il leghista è andata di lusso, al punto che neppure lui – sindaco per caso – se lo sarebbe mai aspettato. In effetti il simpatico tecnico novese si era messo in lista senza troppi proclami, nonostante il rumore dei supporter. Anche lui, sotto sotto, credeva nella vittoria del sindaco uscente e i numeri gli davano ragione. Ma la razionalità fa a pugni con la testa dei grillini che, contro ogni previsione, non sono andati a votare al ballottaggio. E la frittata è stata fatta.
Tenuto conto poi che tra di loro i due terzi sono di sinistra, si capisce bene che lo sgambetto era per Muliere che, con tutti i difetti che ha, essendo un politico di lungo corso degno di stima, i conti li sa fare e attendeva un travaso di almeno 500 voti tra quelli nel carniere della signora Zippo.
Ma i grillini non hanno votato neppure per Cabella per il quale la situazione tra i due turni non è sostanzialmente cambiata, anche se, diminuendo i votanti, sono cambiate le percentuali.
Cabella ha vinto il ballottaggio raggiungendo la percentuale del 51,37% contro il 48,63% dell’avversario. Il divario in termini di voti tra i due è stato di 395 al primo turno riducendosi a soli 292 voti al ballottaggio. La diminuzione dell’affluenza è stata del 9,49%, scendendo dal 62,83% al 53,34%, (nella tabella a pie’ d’articolo i dati definitivi forniti dalla prefettura di Alessandria).
Tutto il resto è aria fritta, come quello che si legge sul foglio della Fca dove l’incauto cronista scrive che per la prima volta in settant’anni la sinistra ha perso. Naturalmente non è vero poiché la sinistra aveva perso anche nel 1985 quando vinse il pentapartito (PLI, PRI, PSDI, DC, PSI) messo insieme dai liberali e dai democristiani: c’ero anch’io tra i liberali e ricordo di aver ben lavorato in campagna elettorale con l’indimenticabile amico senatore Gianfranco Chessa (DC) che sarebbe poi divenuto vicesindaco di Novi con sindaco Mario Angeli.
Ora il nuovo sindaco novese deve vedersela con una pletora di dirigenti, funzionari e dipendenti del Comune assunti nel corso degli anni per meriti di partito, dai socialcomunisti prima e dal Pd poi, compresa quella tizia, raccomandata da Valdenassi, diventata dirigente, che al concorso pilotato del 1992, era convinta non esservi differenza fra nesso di causalità con l’improbabile nesso di casualità.
Non essendo attuabile per legge lo spoils system, Cabella dovrà amministrare con dipendenti inadeguati, messi lì perché funzionali alla politica sovietica novese, con degli emeriti incapaci molto legati a chi c’era prima di lui, col rischio di non concludere un fico secco, se non di rimanere isolato prima di arrendersi.
Potrà contare solo sul turnover e, man mano che andranno in pensione i più anziani, rimpiazzarli con chi è capace e vicino al centrodestra. Basteranno cinque anni? No, ma forse in dieci anni si può fare già qualcosa.
Altro discorso è sulle partecipate dove i funzionari e i dirigenti sono di nomina comunale per cui li si può sollevare prima della scadenza del mandato.
Prendiamo l’Acos Spa, la multiutility per l’acqua, l’energia e l’ambiente, con trecento dipendenti che serve 70 Comuni, con socio di riferimento il Comune di Novi, di cui Mauro D’Ascenzi è amministratore delegato, lo stesso D’Ascenzi che è presidente di Gestione Acqua. Cosa farà il nuovo sindaco di Novi Gian Paolo Cabella? Rispetterà le consegne della Lega e solleverà dall’incarico D’Ascenzi mettendo al suo posto un leghista, o aspetterà la scadenza del mandato, cioè la primavera del 2020?

