Moncalieri (Giulia Giraudo) – Tra gli indagati per lo scandalo di Bibbiano (Reggio Emilia) compaiono anche tre psicoterapeuti del centro Hansel e Gretel di Moncalieri, controllato dal Pd, specializzato nello studio degli abusi su minori, affidatario dei servizi di
psicoterapia per l’Unione Val d’Enza. Dopo l’arresto del sindaco del Pd di Bibbiano Andrea Carletti (nella foto a lato col funzionario di Soros, l’antipapa Francesco), che era anche delegato alle politiche sociali dell’Unione dei Comuni di Val d’Enza, gli inquirenti hanno appurato che il primo cittadino non era poi così sprovveduto come qualcuno vorrebbe far credere per alleggerire le sue responsabilità, ma sapeva tutto ed era in costante contatto con un’altra indagata. Non è finita perché in questa inchiesta che colpisce mortalmente il Pd e i postcomunisti, che non avranno mai mangiato bambini, ma certamente, almeno da quello che risulta dalle indagini di questi giorni, li plagiavano facendo loro il lavaggio del cervello per staccarli dalle loro famiglie ed affidarli ad altre di gradimento del partito, ha destato molto scalpore l’arresto del professore torinese Claudio Foti, 68 anni (nella foto sopra), convinto comunista e direttore scientifico della onlus “Hansel e Gretel” di Moncalieri, che deve rispondere di circonvenzione d’incapace per aver persuaso dei minorenni di essere stati abusati. Si tratta di bambini strappati alle loro famiglie, poi suggestionati anche con impulsi elettrici, le cui parole sono state mistificate, i pochi ricordi cancellati, i disegni falsificati e interpretati solo in un’unica direzione: dimostrare la liceità di quei sequestri autorizzati e artificiosamente ammantati del pannetto morale e dell’urgenza sociale, probabilmente in nome di un preciso progetto ideologico.
Un orrore senza precedenti in Italia, un orrore comunista. Era lo stesso sindaco postcomunista, dalla faccia un po’ così, con l’espressione un po’ così di quelli che, come canta Paolo Conte, hanno visto Genova, a disporre lo stabile insediamento di tre terapeuti e della Onlus torinese coinvolta, al fine dello svolgimento, a titolo oneroso ed in assenza di qualunque titolo, della attività di psicoterapia con minori in carico ai Servizi Sociali.
Così l’Emilia postcomunista e piddina perde i pezzi a pochi mesi dalle elezioni. E con lei il “modello emiliano” che è ancora il vecchio villaggio di cartone disegnato da Palmiro Togliatti nel dopoguerra. L’Emilia dei comunisti efficienti contro i “ladri della Dc nazionale”, che è invece un’Emilia terribile, incredibile, crudele, dove molti bambini sarebbero stati sottratti illecitamente alle loro famiglie, alle loro mamme, ai loro papà.
Per questi autentici orrosi un ex magistrato del tribunale dei minori di Bologna ha lasciato la toga: erano troppi i sospetti sulle pratiche di affido dettate da un’avidità di denaro intrisa di cinismo disgustoso, oltre ogni umana comprensione.
Tutto è venuto fuori giovedì 27 giugno, quando i carabinieri di Reggio Emilia hanno messo agli arresti domiciliari sei persone, notificato dieci misure cautelari e portato alla luce una vasta organizzazione criminale tutta targata Pd che da una parte aveva lo scopo di togliere bambini a famiglie in difficoltà e affidarli a famiglie di amici o conoscenti, mentre dall’altra gestiva illecitamente fondi pubblici. L’indagine si occupa in particolare dell’affidamento di sei bambini, ma sembra che il fenomeno sia molto più ampio per cui saranno studiati molti altri casi di affidamento legati ai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza
Le famiglie affidatarie, tutte vicine al Pd, come previsto dalla legge avrebbero ricevuto un aiuto economico (si parla di cifre tra i 600 e i 1.200 euro al mese); gli psicologi avrebbero invece ricevuto compensi per il loro lavoro terapeutico con i bambini vittime di abusi (si parla di 135 euro a seduta).
L’incredulità generale è aumentata quando si è venuto a sapere che era stato usato nell’ambito della psicoterapia l’EMDR, una specie di elettrochoc in grado di mandare ai pazienti stimoli acustici e tattili. Ci sono due fili collegati a due manopole che vibrano. Grazie a questa tecnologia gli psicologi e gli assistenti sociali avrebbero manipolato la mente dei piccoli in modo da convincerli di aver subito abusi che non avevano mai subito: dicesi lavaggio del cervello.
Oltre alle manipolazioni dirette – negli atti sono riportate molte frasi dette durante incontri tra psicologi e bambini – secondo i carabinieri ce ne sarebbero state anche di indirette: atti manipolati, frasi riportate in modo errato e attribuite ai bambini, e almeno un disegno “corretto” da uno degli psicologi per avvalorare la tesi degli abusi subiti.
Tutto ciò mentre l’ex ministro renziano Delirio (nella foto a lato), che è di Reggio Emilia, di cui è stato anche sindaco, e che certamente era a conoscenza dei fatti sopra descritti, ha preferito salire sulla Sea Watch 3 per solidarizzare con Carola, invece di rimanere nella sua terra a solidarizzare con le famiglie private dei propri figli.
Anche tre psicoterapeuti di Moncalieri implicati nello scandalo del lager post comunista per minori di Bibbiano
