Alessandria – Ci siamo, dopo tanto parlare di discariche e di alluvioni, non poteva mancare la bella notizia di un inceneritore che, grazie ad un colossale finanziamento regionale, una società mista pubblico-privata alessandrina realizzerà nei prossimi cinque anni. Così, invece di investire nell’economia circolare per la quale la nostra provincia è all’avanguardia con l’impianto di Castellazzo Bormida che produce già oggi energia termica e biogas, facciamo dietrofront e torniamo a bruciare rifiuti senza che siano preventivamente differenziati. Ora si spiegherebbe la scelta dei Comuni di Novi e Tortona di abbandonare – di fatto – il metodo Contarina del Porta a Porta per mandare i rifiuti dentro un forno gigantesco che brucerà tutto per produrre, forse, acqua calda, usata per il teleriscaldamento ed energia elettrica. Ma anche diossina che uscirà dalle ciminiere, perché, se non si interviene sui filtri, il rischio è dietro l’angolo. E qui iniziano i problemi in quanto per minimizzare le emissioni di diossina dopo un’elevata temperatura di combustione, occorre un veloce raffreddamento dei fumi (condizioni ideali per ridurre la formazione di diossina) che è incompatibile con una massima efficienza nel recupero dell’energia termica.
Inoltre gli inceneritori rilasciano diossina non solo nell’atmosfera attraverso i fumi, ma anche nella terra e nell’acqua: le diossine sono presenti nelle scorie e nei residui solidi o liquidi del filtraggio dei fumi, e possono diffondersi per percolazione nel luogo di deposito di tali rifiuti o per dispersione delle acque di lavaggio delle zone di inquinate. Alla fine, nella nostra provincia, avremo una decina di discariche (una ogni 40.000 abitanti circa, un record assoluto) ed un bel inceneritore che rilascerà diossina. Insomma, non ci facciamo mancare proprio niente.
Ma Cirio (nella foto con Berlusconi) lo sa?
Prossimo un inceneritore al confine fra le province di Alessandria ed Asti
