Valenza – Sono giunte ad una svolta decisiva le indagini sulla morte di Ambra Pregnolato, la maestra d’asilo di 41 anni trovata cadavere venerdì intorno all’una del pomeriggio, riversa a terra in un lago di sangue e con la testa fracassata, nel salotto del suo appartamento al settimo piano del condominio di Viale Dalla Chiesa.
È stato il marito Fabio Tedde, al suo rientro, a dare l’allarme.
L’assassino, reo confesso, si chiama Michele Venturelli (nella foto tratta da Facebook), 46 anni, amante della vittima. Abita a Valenza in casa del padre e della sorella; è separato, ha un figlio di pochi anni, è disoccupato (con qualche precedente per droga) nonostante abbia lavorato per un po’ come orafo. Fin dalle prime ore di ieri mattina era finito “nel mirino” degli uomini della Benemerita in quanto già sospettato, ma anche per il fatto che si era inspiegabilmente ed improvvisamente allontanato dall’abitazione dei parenti dove abitava, facendo perdere le proprie tracce. L’hanno trovato ieri pomeriggio ad Alessandria, ferito e con qualche frattura, sui binari della ferrovia nelle vicinanze del Ponte Tiziano dove si era buttato per togliersi la vita, ma il treno che avrebbe dovuto investirlo non è mai passato. Trasportato all’ospedale di Alessandria, non in pericolo di vita, è poi stato interrogato dal procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri, assistito dai Carabinieri al comando del colonnello Michele Angelo Lorusso del Comando Provinciale, fornendo una piena confessione che è al vaglio degli inquirenti.
Un movente di natura passionale
Secondo quanto emerge dalle indagini, la causa scatenante sarebbe stata l’intenzione della vittima di interrompere la relazione amorosa con lui. I due erano amanti da circa un anno e, in un primo tempo, lei avrebbe promesso di lasciare tutto per seguirlo, salvo poi comunicargli di avere cambiato idea durante il loro incontro di venerdì mattina. A questo punto Venturelli ha perso il controllo, ha estratto un martello che aveva nello zaino e ha colpito violentemente e ripetutamente alla testa la donna che stramazzava a terra priva di vita.
Poi, riacquistata la lucidità, ha cercato di ripulirsi e di cambiare i propri vestiti con quelli del marito della Pregnolato.
Era tornato a casa, si era fatto una doccia ed era uscito nuovamente per disfarsi del martello utilizzato come un’arma mortale e degli abiti che prima aveva indosso, intrisi di sangue.
Ora è ricoverato all’ospedale di Alessandria, dove si trova in stato di fermo, piantonato dai Carabinieri.
