Novi Ligure – È ancora tutto fermo alla Pernigotti per quanto riguarda l’attività dell’azienda, bloccata per due settimane a cavallo di Pasqua e con la produzione, in seguito, al minimo essendo aprile e maggio periodo di bassa stagione.
I lavoratori della storica azienda dolciaria novese non sanno, insomma, quale sarà il loro futuro. Unica certezza è la cassa integrazione a rotazione ma la crisi generale causata dall’emergenza sanitaria potrebbe prolungare questa fase di stallo che da normale potrebbe diventare eccezionale.
Unica speranza, come hanno voluto sottolineare anche i sindacati, è che da giugno possa ripartire la consueta produzione di cioccolato in vista della campagna natalizia.
Il gelato già adesso risente delle chiusure delle gelaterie e la Optima, che l’anno scorso aveva acquistato marchio e rete commerciale del comparto Ice & Pastry della Pernigotti, riferito appunto ai gelati e alle creme per pasticceria, ha ridotto di molto gli ordini.
La speranza da parte dei sindacati è avere, per il mese di giugno, più operai in fabbrica rispetto ai sette otto di questo periodo, a meno che la crisi generale non costringa l’azienda a prolungare ancora per nove settimane la cassa integrazione.
Se la produzione non dovesse ripartire resterebbero senza lavoro e senza ammortizzatori i lavoratori interinali, in fabbrica fino a fine marzo e in attesa dell’estate per la nuova stagione.
Altra questione è il piano industriale, annunciato lo scorso novembre in occasione della cessione del comparto gelati e che sarebbe dovuto essere pronto ad aprile. Con l’arrivo della pandemia ora tutto, invece, è stato spostato. Probabile che se ne riparli dopo l’estate, a settembre.
Uniche novità sono quelle arrivate, in questi giorni, dal punto di vista societario: l’azienda novese è passata sotto il controllo della Sagra Holding, società con sede in Lussemburgo e che appartiene anch’essa alla famiglia Toksosz.
Pernigotti, se a giugno non riprende la produzione a rischio il futuro dei lavoratori
