Prato – Sei anni e 6 mesi. Questa la condanna che il Tribunale di Prato ha deciso per l’insegnante di 32 anni, residente in città, accusata di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino (oggi sedicenne), tredicenne all’epoca dei fatti, a cui la donna dava ripetizioni private e dal quale ha avuto un figlio nell’agosto del 2018. A processo insieme a lei, c’era anche il marito (suo coetaneo) che è stato condannato a un anno e 8 mesi con l’accusa di alterazione di stato civile per aver riconosciuto il bambino pur sapendo che non era suo. La difesa della donna aveva chiesto l’assoluzione per tutti i capi d’accusa e ora, i legali aspetteranno che siano depositate le motivazioni della sentenza per poi ricorrere in appello. L’indagine era cominciata lo scorso anno quando il ragazzino si era confidato coi suoi genitori, raccontando sia della relazione con l’insegnante che di essere il padre del bambino partorito dalla donna, già mamma di un altro bambino. Una paternità provata dal test del DNA effettuato sul neonato. Secondo le testimonianza di alcuni conoscenti e i testi delle chat recuperate dai cellulari, risulterebbe che la donna abbia ricattato l’adolescente affinché non interrompesse la loro relazione.
Condannata l’insegnante che ha avuto un figlio da un allievo tredicenne, condannato anche il marito per averlo riconosciuto
