Villata – È ancora avvolta dal mistero la morte, nella camera da letto del civico 6B di via Borgo Vercelli a Villata, nel vercellese, del designer settantasettenne Osvaldo Ferraris, trovato senza vita assieme alla settantatreenne insegnante di ginnastica Mariella Dematteo.
Sul luogo della tragedia c’erano, infatti, due pistole ed entrambe le persone erano titolari di un porto d’armi. Entrambi, dunque, sapevano come usare una pistola.
Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Mariagiovanna Compare dovranno ricostruire la dinamica di quella che pare una tragedia famigliare in cui l’ipotesi dell’omicidio suicidio resta sempre la più accreditata.
Nei prossimi giorni, attraverso autopsie e perizie balistiche sui colpi esplosi in camera da letto, più di due, gli inquirenti dovranno cercare di fare chiarezza e stabilire cosa e quando sia successo nella villetta. Per trovare invece un perché si stanno sentendo parenti, amici e vicini.
I sigilli posti dai carabinieri alla casa di Osvaldo Ferraris sono l’unico indizio che dentro al civico 6B di via Borgo Vercelli sia successo qualcosa.
Lui, vedovo, padre di due figli, era descritto da tutti come un gran lavoratore e una persona di grande finezza. Lei, insegnante, sapeva imporsi con gli alunni più turbolenti e farsi voler bene da quelli più disciplinati.
Mariella Dematteo e Osvaldo Ferraris si frequentavano da tempo, lei passava molto tempo nella casa di lui a Villata ma aveva tenuto la sua residenza a Vercelli, in via Tasso. Una coppia molto discreta che in paese tutti si ricordano. La loro morte uno choc clamoroso per un piccolo paese.
Tragedia di Villata, trovata una seconda pistola tra i corpi di Osvaldo Ferraris e Mariella Dematteo
