Castello d’Annone – Per la maggior parte sono adulti, dieci sono donne e bambini. Sono i settantasei richiedenti asilo di origine tunisina arrivati nella notte tra martedì e mercoledì al centro d’accoglienza di Castello d’Annone, alle porte di Asti. Hanno viaggiato tutto il giorno per arrivare dalla Calabria.
Una notizia, questa, che ha scatenato le ire del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che non ha usato mezzi termini: “Possibile che il governatore del Piemonte debba venir a sapere di 76 richiedenti asilo in arrivo nella regione dai giornali. Meno di 20 giorni fa avevo avuto un incontro con il ministro Lamorgese e mi aveva assicurato che non ne avrebbero più trasferiti. Invece 50 sono arrivati tre settimane fa ed ora ne arrivano altri 76. Quando mio figlio dice una bugia gli tolgo il cellulare. Non saprei come redarguire un ministro dello Stato”.
I 76 richiedenti asilo sono sbarcati a Lampedusa nelle scorse settimane. Dopo un primo trasferimento in Calabria, visto che le navi quarantena sono già tutte piene, sono stati assegnati a Castello D’Annone.
La preoccupazione maggiore è la fuga. “Parliamo di tunisini – ribadisce Alberto Cirio –, di migranti economici. Come ho già detto in più occasioni noi siamo favorevoli ad accogliere ed aiutare chi fugge dalle guerre, mi risulta che la Tunisia sia un Paese pacifico”.
Forte preoccupazione anche da parte del sindaco di Castello d’Annone, Silvia Ferraris, per la possibilità di fuga dal centro.
“Istituiremo un distaccamento permanente di forze di polizia – assicura il prefetto di Asti Terribile – parteciperanno Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Oltre agli uomini già presenti in città abbiamo chiesto l’invio di 30 uomini tra poliziotti e carabinieri”.
I migranti, proprio come i 50 di origine pachistana arrivati 20 giorni fa, resteranno a Castello d’Annone il tempo della quarantena.
A Castello d’Annone arrivati ieri notte 76 tunisini. Il presidente Cirio: “il Governo non è stato di parola”
