Torino (Carlotta Rocci de La Repubblica) – C’erano gli anarchici, ieri, in testa al corteo No Green Pass che come ogni sabato ha sfilato per le vie di Torino. Non una svolta perché la presenza antagonista è stata registrata ai raduni no Pass fin dalle prime manifestazioni, ma un cambio di passo, questo sì. È la prima volta che la galassia anarchica infatti prende le redini del corteo, mette a disposizione furgone e impianto acustico. Così, Marco Liccione e altri volti noti delle manifestazioni contro la certificazione vaccinale trovano ospitalità sul camioncino bianco che questa volta precede gli striscioni. I ruoli si sono ribaltati: due mesi fa erano i gruppi di estrema destra a sfilare in prima fila, mentre gli anarchici erano osservatori silenziosi, oggi è l’esatto contrario. Nel corteo ci sono migliaia di persone, cittadini che non hanno mai sposato la filosofia anarchica e probabilmente non la sposano nemmeno oggi, anche se al microfono ieri, la protesta No Pass ha ceduto il passo per qualche minuto al tema della Siria, dell’Europa. Il corteo sfila con i soliti slogan in via Po, raggiunge la sede Rai di via Verdi dove i giornalisti vengono presi di mira: a un cameramen Rai viene impedito di filmare la protesta. “Siete dei servi del potere”, urlano sorvegliati dalle forze dell’ordine che ha blindato tutte le svolte verso le possibili strade che deviano dal percorso autorizzato che si conclude come ormai d’abitudine in piazza Castello. “Vogliono limitare la nostra libertà, ci obbligano alla puntura”, dicono i manifestanti che da giorni sulle chat Telegram si interrogano sulle prossime mosse, sulla validità dei cortei e dei presidi di piazza ora che il Green Pass diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori, a partire dal 15 ottobre. “Serve uno sciopero generale”, propone qualcuno, ma è presto per annunciarlo ufficialmente.
Anarchici in corteo contro il Green Pass
