Cuneo – Sono ancora aperte, ma vige il segreto istruttorio, le indagini sulla morte di Andrea Costa, l’operaio di 42 anni di Cuneo, dipendente della Michelin, ucciso nella notte tra l’11 e il 12 settembre scorso a Gran Canaria, isola spagnola al largo del Marocco.
L’uomo da un anno e mezzo abitava lì con la moglie. Si erano sposati a luglio, poi la donna era rientrata in Italia. Secondo quanto è stato possibile ricostruire finora, Costa è stato ucciso e poi il suo cadavere carbonizzato è stato trovato al mattino di lunedì 13 settembre in un’auto data alle fiamme, una Lancia Ypsilon immatricolata in Spagna e intestata alla moglie.
Da allora i familiari di Andrea passano i giorni tra angoscia e dolore, senza notizie certe, in attesa di poter organizzare il funerale. Fonti locali spiegano che ci sarebbe un nono indagato anche se la versione dei media spagnoli, un omicidio per questioni di droga, non convince familiari e amici. Anche la moglie di Costa aveva spiegato come ci siano dettagli che non quadrano e notizie ancora molto vaghe.
L’uomo abitava in un appartamento di proprietà di uno spagnolo di 39 anni accusato di essere l’omicida insieme alla compagna e all’ultima persona arrestata. E lì si stanno indirizzando le indagini di polizia e guardia civil.
Le indagini da parte degli inquirenti spagnoli sono al momento indirizzate a raccogliere indizi per accertarsi che il corpo ritrovato nell’auto data alle fiamme sia davvero dell’ex operaio, chiedendo ai familiari le lastre dei denti e la conferma della presenza di eventuali segni distintivi, come i piercing che aveva. Da troppi giorni le informazioni continuano però a essere frammentarie e le persone arrestate a Gran Canaria si sono avvalse della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori di garanzia.
Il mistero dell’operaio di Cuneo morto carbonizzato alle Canarie
