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Venerdì arriva il Crotone: “Io speriamo che me la cavo”

20 Ottobre 2021 REDAZIONE Cichinisio 108

Venerdì arriva il Crotone: “Io speriamo che me la cavo”

Correva l’anno 1993. I Grigi disputano il Campionato di C1 e retrocedono dopo i playout in C2 con Roselli in panchina dopo lo spareggio perso contro l’Empoli. L’Empoli, per l’occasione, aveva promosso Luciano Spalletti da giocatore e capitano ad allenatore della prima squadra e schierava il giovane Montella al centro dell’attacco. Mentre al Mocca si consumava il dramma allo Scida di Crotone non stavano certo meglio, con la squadra precipitata in Promozione. A fine stagione la svolta: Vrenna, imprenditore crotonese, tra i più titolati della Calabria, acquista quel che rimane della squadra della sua città e, insieme al DS Ursino, comincia la rincorsa che porterà il Club calabrese in Serie A della (stagione 2019/2020). Ancora una volta l’immarcescibile Ursino è DS, Giovanni Stroppa in panchina e la Famiglia Vrenna saldamente alla testa del Club, stavolta nella persona del fratello minore del capostipite. Una famiglia, si diceva, potente sul territorio ionico calabrese, con attività che spaziano dallo smaltimento dei rifiuti, al recupero di siti inquinati, passando per hotellerie di lusso per finire ad attività legate alla cultura. Curiosità: l’Inno Ufficiale della squadra rossoblù è il brano del cantautore crotonese Rino Gaetano intitolato: “Il cielo è sempre più blu”, brano che conosciamo tutti a memoria. Nella stessa stagione Di Masi affida ad Artico il ruolo di DS, Scazzola è in panchina per le prime 20 partite, poi sostituito da Gregucci; alla fine arrivano i play off ma senza esiti positivi mentre Eusepi è capocannoniere della squadra con 9 gol. Solo a giugno dell’anno corrente i Grigi approdano finalmente in B dopo aver vinto gli spareggi (e 46 anni dopo l’ultima stagione in B), il Crotone invece fra i cadetti ci arriva retrocedendo dalla Serie A dopo aver disputato un campionato per larga parte positivo e sfiorando di un soffio la salvezza. Entrambe le Società hanno in comune una lodevole continuità nelle proprietà, ed entrambe, la passata stagione, non erano in cadetteria. Il Crotone arriva al match di venerdì sera al Mocca con 7 punti in classifica, nobilitati dalla vittoria casalinga di sabato scorso faticosamente ottenuta contro la capolista Pisa. I Grigi invece di punti ne hanno 4, e sabato scorso hanno subìto invece una pesante battuta d’arresto a Como. Gli ospiti, se il campionato finisse ora, sarebbero ai playout, noi invece direttamente retrocessi. Rispetto al campionato conclusosi con la retrocessione in B il Crotone ha cambiato molto nel mercato estivo: 16 giocatori nuovi nella rosa, un organico caratterizzato da una età media piuttosto bassa (23 anni) e ben 14 stranieri. Il colpo di mercato in entrata è stato senza dubbio il giovane centravanti scuola Inter Mulattieri e la conferma di Zanellato. Partiti invece in prestito oneroso Simy (20 gol in A il campionato scorso!) e Messias ( al Milan), oltre ai vari Ounas, Reca, Rivière ecc. Nuovo pure l’allenatore, tal Modesto, forte di un contratto biennale. L’anno scorso sulla panchina della Pro Vercelli Modesto si dice abbia fatto bene e proprio sul club biciolano, almeno si mormora nell’ambiente del calcio, i Vrenna avrebbero allungato i loro tentacoli, grazie ad una serie di operazioni di mercato incrociate e l’impegno diretto a Vercelli di dirigenti chiaramente targati Crotone. Il nuovo mister ha puntato sul 3-4-1-2, modulo a specchio rispetto a quello (quasi sempre) adottato da Longo. Borello gioca dietro le punte Maric e Mulattieri (per lui 6 gol finora senza battere rigori mentre Maric è arrivato da Monza dove ha deluso la stagione scorsa). Fra i 4 centrocampisti spicca Mogos, un ragazzone astigiano la cui carriera avrebbe potuto incrociarsi con la società mandrogna se solo i dirigenti alessandrini in più occasioni avessero avuto un po’ di coraggio: forse aveva il difetto di costare troppo… poco e un viaggetto ad Asti per vederlo in azione a 18 anni lo consideravano una perdita di tempo, molto meglio farsi servire dal fornitore abituale senza farsi troppe paturnie. Tra l’altro questo  ragazzo ha già disputato buoni campionati in categoria e in estate godeva dello status privilegiato di ex Chievo, quindi acquistabile senza dover pagare cartellini. Un colosso capace di coprire tutti i ruoli sulla fascia destra in qualunque modulo ma noi evidentemente non ne avevamo bisogno di gente così. O no? Artico tra l’altro l’aveva già incrociato da DS a Porto Tolle in C2, quindi il calciatore lo conosceva da mo’. Non so se l’entourage di questo ragazzo sia stato contattato o meno in estate non appena si è svincolato dalla società di appartenenza radiata dalla FGIC, comunque pensiamo che per i Grigi sarebbe stato come il cacio sui maccheroni. Ma a noi mandrogni il cacio e pepe non interessa, solo rabaton con le ortiche e salamini di vacca.

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