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Lavoro

Nonostante il superbonus edilizia il caro prezzi ferma gli impianti: nuovo accordo Ance-Edili

16 Marzo 2022 REDAZIONE Lavoro 145

Nonostante il superbonus edilizia il caro prezzi ferma gli impianti: nuovo accordo Ance-Edili

Torino – Anche in Piemonte, a causa del caro prezzi, gli impianti industriali cominciano a fermarsi. Consegne sospese, contratti che saltano. Paola Malabaila, presidente dell’Associazione Costruttori (Ance) di Piemonte e Valle d’Aosta dice: “Dall’8 marzo siamo costretti a fermare gli impianti per la produzione in quanto non è più possibile sostenere gli eccessivi costi”. Le poche aziende attive alzano i prezzi già ritoccati poche settimane fa alla luce degli aumenti che toccano il 35% per tutti i materiali: dai componenti in plastica per la posa di cemento, ai sistemi per le impermeabilizzazioni e l’isolamento. Per fare un esempio, i pannelli in lana di roccia che un anno fa costavano 85-90 euro al metro cubo ora superano i 270 euro. Il mercato dell’acciaio è in ginocchio. La guerra in Ucraina oltre ad aggravare l’emergenza energetica sta impedendo l’approvvigionamento di alcune ferroleghe, provenienti dalle zone in conflitto, necessarie per la produzione dell’acciaio per cemento armato. I maggiori produttori italiani di tondino hanno ipotizzato di sospendere la produzione nei prossimi giorni causando aumenti quotidiani dei prezzi e carenza di materiale sul mercato. A peggiorare ulteriormente le cose si aggiunge il rialzo di gas e carburante che sta mettendo difficoltà i trasporti e la gestione delle consegne. La Regione ha pubblicato pochi giorni fa il nuovo prezziario delle opere pubbliche ma la situazione d’emergenza internazionale ha già reso vani gli sforzi: “La straordinarietà e la drammaticità – spiega Malabaila – si palesano in un settimanale aumento dei materiali, non possiamo lavorare confidando in future compensazioni del Governo che fanno riferimento a un paniere con unità di misura sbagliate e voci non rappresentative”.
Per dare una prima risposta alla crisi ieri è stato firmato un accordo nazionale Ance e sindacati. Il nuovo contratto per gli edili prevede buste paga più pesanti ma soprattutto più attenzione alla formazione e alla sicurezza. Il nuovo contratto collettivo è stato siglato a livello nazionale dall’Ance e dalle Cooperative con le organizzazioni di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Gli aumenti mensili – erogati tra marzo e luglio – partono da 92 euro per l’operaio comune e arrivano a sfiorare i 129 euro per i più esperti, nel caso degli impiegati l’aumento sale fino a 184 euro al settimo livello. Inoltre è stato inserito un premio per incoraggiare l’ingresso dei giovani sotto i 29 anni: dopo 12 mesi nella stessa impresa scatterà per loro una maggiorazione di 100 euro. Sicurezza rafforzata grazie alla formazione. Viene istituita un’anagrafe di tutti i RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) eletti in ciascuna azienda. Si riduce da 5 a 3 anni l’obbligo di ripetere la formazione per tutti i lavoratori e si istituiscono ulteriori 16 ore obbligatorie per gli impiegati tecnici che entrano per la prima volta in cantiere. Ci sarà uno specifico piano nazionale per la sorveglianza sanitaria tramite gli enti bilaterali, a sostegno anche delle imprese, piccole o piccolissime. Col Patto di Cantiere saranno inoltre registrate alla Cassa edile tutte le imprese che entrano in cantiere: questo sistema consentirà di verificare la corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e il contratto applicato.

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