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CRONACA
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Achtung, la ‘Ndrangheta

8 Aprile 2022 REDAZIONE Nera 304

Achtung, la ‘Ndrangheta

Alessandria – La ‘Ndrangheta colonizza i locali dei centri zona e si appropria delle aziende in difficoltà. Questa è la triste verità che caratterizza la vita produttiva del Nord Ovest. Mentre gli imprenditori aspettano i soldi del Pnrr promessi dal figlio dell’Avvocato ma che non arrivano, si fa avanti la malavita organizzata che i soldi li ha, tanti e subito. Le mafie, ma soprattutto la ‘Ndrangheta, fotografate dalla relazione semestrale della Dia al Parlamento, pensano in grande ma non tralasciano la cura del territorio e il loro radicamento. Il territorio più redditizio è il triangolo industriale che ora si può definire con l’acronimo Ge.Mi.To. dove la ‘Ndrangheta la fa da padrona. La Mafia, coi suoi metodi levantini e cruenti, è superata. Più sicura la malavita di stampo calabrese che non fa rumore ma fa un sacco di soldi grazie all’usura. Comanda sui mercati della cocaina, terrorizza con l’eco dei nomi e delle armi, ma sa fare impresa, alla sua maniera: riciclaggio, prestiti a tassi usurari, recupero crediti a suon di estorsioni, acquisizione forzata di quote societarie, business illecito dei rifiuti. Secondo i dati della Dia nel Nord Ovest operano ormai 90 Locali, due solo in provincia di Alessandria. “Vogliono direttamente l’attività commerciale che la loro vittima non riesce più a mantenere — analizza il procuratore capo della Dda di Milano, Alessandra Dolci (nella foto), in un passaggio della Relazione — perché per loro è un presidio sul territorio, sul quartiere, più importante del denaro. Questi sono i loro piccoli affari. In grande, vogliono colonizzare i locali del centro città“. A volte fanno cartello anche con la camorra: “Sicuramente un punto di incontro è il settore dei rifiuti – aggiunge ancora Dolci – un settore dove le sanzioni sono ancora basse e inefficaci ma i protocolli di prevenzione hanno portato a una drastica riduzione degli incendi dolosi agli impianti di stoccaggio”. Ma non basta perché il concetto di mafia imprenditrice ha preso il sopravvento su qualsiasi visione militare di penetrazione del territorio, creando una sorta di “welfare criminale di prossimità”. La Relazione passa in rassegna le principali operazioni della prima metà del 2021 dei Carabinieri del Nucleo investigativo, della Squadra mobile, della Guardia di finanza. Non trascura i clan stranieri, presenti soprattutto nel narcotraffico: dagli albanesi per l’importazione della cocaina alla specializzazione dei peruviani per il trasporto, dal ritorno dei turchi nel mercato dell’eroina alla presenza massiccia dei marocchini per hashish e marijuana, senza dimenticare il dominio cinese sullo smercio delle droghe sintetiche.

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